Philip Webber, Scientists for Global Responsibility
Sappiamo davvero cosa comporta un’esplosione nucleare? Tra retorica, minacce e propaganda torna la corsa agli armamenti atomici e si sdogana l’utilizzo di ‘piccole’ testate, nella credenza che altrettanto ‘piccola’ possa essere la relativa devastazione; un report di Scientists for Global Responsibility fa il punto dettagliando ogni singola conseguenza, umana, climatica e sociale
La guerra nucleare è tornata al centro del dibattito pubblico, tra retorica, propaganda e frasi a effetto a uso dei media. All’esplosione di un tale conflitto si fatica a credere, per la distruzione e la morte che porterebbe – com’è possibile anche solo immaginare di innescarlo? – ma sempre più viene ‘sdoganato’ l’utilizzo di ‘piccole’ testate atomiche, nella credenza che altrettanto ‘piccola’ possa essere la devastazione che comporterebbero. Scientists for Global Responsibility, nella firma di Philip Webber, esce con una ‘guida’ alle armi nucleari aggiornata ad agosto 2025 (Creative Commons Licence), che qui pubblichiamo con traduzione a cura di Paginauno. Tutti sappiamo – o crediamo di sapere – che cosa significhi un’esplosione nucleare, ma nel dettaglio, cosa comporta? A breve e a lungo termine, sull’umanità e sul pianeta? Che tipologia di testate atomiche esistono oggi nel mondo, suddivise tra i nove Paesi che le detengono? Può esserci una ‘limitata’ distruzione causata da una o più ‘piccole’ bombe atomiche? La bomba sganciata su Hiroshima contava 15 chilotoni (kT), oggi la Russia ha testate di 800 kT e gli Stati Uniti di 455 kT; il potere distruttivo complessivo delle armi nucleari pronte al fuoco di entrambi i Paesi è pari a 360 volte quello di tutte le bombe sganciate durante la seconda guerra mondiale. E soprattutto, ci dice Webber, “anche dopo quella che verrebbe considerata una guerra nucleare su piccola scala, le conseguenze sarebbero disastrose in tutto il mondo, ben oltre le zone di conflitto”...
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