Il Parlamento oltre la retorica democratica. Considerato il primo romanzo politico scozzese, ne Il parlamentare John Galt lancia una critica devastante dell’autonomia della politica nei confronti degli interessi del mondo economico e del tornaconto personale
Il parlamentare (Edizioni Paginauno, 2021) è considerato il primo romanzo politico in lingua inglese: capolavoro di arguzia, è una critica devastante dell’autonomia della politica nei confronti degli interessi del mondo economico e del tornaconto personale. Il protagonista è uno scozzese che, appena tornato dall’India, acquista un seggio in un quartiere ‘marcio’. La sua vicenda trasforma il romanzo in un insuperabile studio sulla corruzione del Parlamento inglese pre-riforma (1832), e sorprende per la sua attualità. Il lettore non faticherà infatti a riconoscere tra le righe gli stessi mali che, a partire dal 1861, affliggono la politica italiana. John Galt ha la capacità di mostrare quale sia la vera funzione di un Parlamento, al di là delle dichiarazioni di facciata sulla retorica democratica.
Pubblichiamo la Postfazione al romanzo a firma di Carmine Mezzacappa.
John Galt e il suo tempo
Carmine Mezzacappa
Quando si affronta la lettura di un qualsiasi romanzo, è buona pratica collocarlo nel contesto storico, politico, sociale e culturale del periodo in cui l’autore lo ha scritto.
Sarebbe interessante adottare lo stesso approccio nel caso in cui si volesse spiegare il perché viene tradotto un determinato romanzo straniero, soprattutto quando quel testo contiene temi che sono pertinenti al dibattito in corso nel Paese della lingua di arrivo e offre un confronto dialetticamente costruttivo tra le due culture in questione.
Il parlamentare, sebbene ambientato nell’Inghilterra della prima metà dell’Ottocento, invita a fare alcune riflessioni utili anche riguardo al nostro tempo. È ciò che emerge dalla rappresentazione fatta da Galt del sistema parlamentare che, già alla sua nascita, evidenziava anomalie in contraddizione con i nobili principi su cui si fondava.
Il protagonista, Archibald Jobbry, ex funzionario imperiale in India, torna in Inghilterra con un discreto patrimonio. Oltre ad acquistare una tenuta nella sua amata Scozia, si domanda quali altri investimenti potrebbe fare e non gli dispiace la proposta che gli viene rivolta di comprare il seggio di un deputato stanco di vivacchiare in Parlamento. Ed ecco subito la prima anomalia: la politica concepita come ‘affare’, non come vocazione.
Oggi si levano cori indignati contro il basso livello etico e morale dei politici e attribuiamo questo scadimento al degrado della società contemporanea. In realtà, dal quadro che fa l’autore scozzese si potrebbe dire che ne soffriva anche quel sistema parlamentare britannico che avrebbe posto le fondamenta della democrazia moderna…
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