Pearl, regia di Ti West, 2022

Nel numero scorso bestemmiai contro la sterilità del primo episodio (X: A Sexy Horror Story) di quella che è diventata una trilogia. Oggi vengo a decantarvi le meritatissime lodi di un capolavoro, che è il secondo capitolo di tale trilogia. Co-me fare a condividere l’entusiasmo, la sorpresa, l’inquietudine, quanto mi abbia lasciato ‘sto film, evitando narrazioni e spoiler? La trama è la più semplice e lineare della storia; si intuisce dopo poco. Il Tutto si gioca sul come il nostro Ti West l’ha messa in scena. Letteralmente messa in scena. Mia Goth è un’attrice… che cazzo di aggettivo posso metterci? Fa’ na cosa: questo posso dirlo, non è spoiler. Finisce il film, partono i titoli di coda. La telecamera la inquadra. È immobile. Sorride. Un piano sequenza infinito. Durante il piano sequenza lei… sapete che cazzo significa una prova attoriale da studiare in tutte le Scuole di Cinema e Teatro del mondo? Qualcuno mi manderà affanculo ma, una recitazione esclusivamente facciale così intensa… giuro: di quel che ho visto nella vita solo Charlie Chaplin è arrivato a esprimere così tanto usando solamente occhi, naso, fronte e bocca. E questa non è che una tra le varie chicche e sorprese di questo (per me) instant cult che lascerà il segno. Uno dei film che avrei voluto scrivere io, esiste. Eccolo.
Mad men (serie tv), 2007-2015

8 anni fa visionai, recensii la 1a stagione e poi andai avanti con le restanti 6. L’anno seguente lo ricominciai daccapo. Quest’anno, per la terza volta, ho ricominciato e concluso il ciclo; Io; Io che a me le Serie TV mi ròppono li cojoni e non le guardo mai. Mad Men so’ 7 stagioni; 92 episodi da 45 minuti l’uno… visti ognuno x 3 volte, so’ 12.420 minuti della mia vita dedicati a quesso! Perché? Perché penso che sia il vero, Grande Romanzo Americano. Non esiste 1 episodio su 92 che scenda sotto 8/10. Mai! È incredibile! Fondamentalmente non succedono grandi cose tipo twist e colpi di scena memorabili; non ce n’è bisogno. Perché è totale di Suo. In due parole: la storia dell’America borghese/straricca (si parte da metà anni ‘50 sino a inizi ‘70) narrata attraverso le vicende personali e lavorative (che per quessi sono una cosa unica) di un gruppo di pionieristici, rampanti pubblicitari… ossia i veri creatori della nostra percezione del mondo. Capolavoro irripetibile. Testi addizionali per meglio comprendere opera, contesto e soprattutto per capire perché ‘pensiamo’ così come crediamo di pensare: Gustave Le Bon, Psicologia delle folle; Edward Bernays, Propaganda; Frédéric Beigbeder, Lire 26.900. Ognuno di noi è più figlio di questi che non dei propri genitori biologici? Sì!
La congiura, regia di Paul Wendkos, 1970

Scoperto circa 4 Andrea Cocci fa grazie a spezzoni montati in un documentario di Jordan Maxwell (o era Peter Joseph?, o Michael Tsarion?, o Alex Jones?, o Massimo Mazzucco? Boh!!!; la vecchiaia, a quarant’anni… è parassitaria), ieri m’è rivenuto in mente mentre leggevo le ‘notizie’, quelle ‘notizie’ che mi gira il mio algoritmo personalizzato, costruito apposta su misura per me e attorno a me grazie al Dio Google (erano notizie sulla mia telenovella preferita: Agnelli vs Elkann vs Human Kind). Il titolo originale (Brotherhood of the Bell) già dice molto sulla trama (perdonate il gioco di parole col corsivo…); quello italiano praticamente te lo spoilera per intero già prima della visione. Digito su Dio la versione italianizzata del titolo originale, La Fratellanza della Campana, e scopro che non solo esiste una versione italiana intitolata La Congiura ma che si trova pure, per intero, su Youtube, in uno sfavillante vhs rip immortalato su nastro da una ridente Tele Montecarlo di metà anni ‘90; mica c***. È un film televisivo degli anni ‘70. Un Film Tv, che però, col passare dei decenni è diventato un vero e proprio cult. E te credo: anche se per certi versi gira un po’ col freno a mano tirato, comunque te spiega come funzionano gli affari… e gli affari dietro gli affari.

