Dopo gli Stati Uniti e la Cina, la Russia: dal Cosmo russo e dai primati sovietici allo Spazio satellitare e lunare di oggi: i progetti Nivelir e Numizmat, il sistema ASAT coorbitale Burevestnik e il laser Kalina, la futura Stazione Orbitale Russa e quella al polo sud della Luna, in cooperazione con la Cina. Nella prossima grande guerra anche il sistema solare sarà un campo di battaglia
“È nostro dovere custodire la memoria della generazione degli esploratori spaziali, onorare il coraggio e l’audacia dei cosmonauti che, nonostante i rischi, si sono avventurati nell’esplorazione dell’ignoto, di coloro che hanno sviluppato sistemi e veicoli spaziali unici, che hanno addestrato gli equipaggi per il lavoro in orbita, e ricordare tutti coloro che hanno impiegato il loro lavoro e il loro talento per gettare le basi e costruire il potenziale spaziale del Paese. È inoltre nostro dovere continuare a sforzarci di essere all’altezza degli elevati standard fissati per noi dai pionieri dello Spazio. Saremo sempre orgogliosi che il nostro Paese abbia aperto la strada all’universo e che il nostro connazionale [Jurij Gagarin] sia stato un pioniere in questo grande cammino. Nel nuovo XXI secolo, la Russia deve mantenere il suo status di potenza nucleare e spaziale di primo piano, perché il settore spaziale è direttamente collegato alla difesa”.
Vladimir Putin, 12 aprile 2021, in occasione della Giornata della Cosmonautica (1)
Nel febbraio 2024 gli Stati Uniti lanciano l’allarme: la Russia potrebbe aver schierato in orbita satelliti contenenti testate atomiche. “Un’esplosione nucleare nello Spazio creerebbe una serie di effetti devastanti” dichiara John Wolfsthal, oggi direttore del Global Risk alla Federation of American Scientists e già responsabile per il Controllo degli Armamenti del National Security Council durante la presidenza Obama: “Un impulso elettromagnetico e radiazioni di più lunga durata circonderebbero la Terra e comprometterebbero drammaticamente le comunicazioni satellitari su scala mondiale. Alcuni sistemi rinforzati potrebbero sopravvivere, ma altri satelliti militari non protetti e quasi tutti quelli commerciali non scudati sarebbero potenzialmente vulnerabili. Il sistema globale economico e di comunicazione potrebbe venir interrotto o distrutto per anni e alcune orbite rese pericolose, se non inservibili, per un esteso periodo di tempo, a causa dei rottami spaziali” (2). Nel giro di pochi giorni l’allarme si trasforma in allarmismo, quando il portavoce del National Security Council, l’ammiraglio John Kirby, afferma che le informazioni raccolte dall’intelligence statunitense sono collegate a “una capacità antisatellite” non meglio precisata, rifiutandosi di rispondere alla domanda se si tratti di un’arma nucleare o di un sistema con capacità nucleare – per esempio armi antisatellite alimentate da un piccolo reattore atomico di bordo, per soddisfare l’alto consumo energetico di laser o fasci di particelle. Sottolineando subito dopo: “Non si tratta di una capacità attiva già dispiegata. E sebbene la ricerca di questa particolare capacità da parte della Russia sia preoccupante, non vi è alcuna minaccia immediata per la sicurezza di qualcuno” (3). Nessuna bomba atomica russa nello Spazio, dunque; ma ormai l’immaginario è stato scatenato e la ‘notizia’ riempie le pagine dei media per i mesi successivi, approdando perfino all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel maggio 2024.
Ciò che manca, ovviamente, è la contestualizzazione. Né gli Stati Uniti, infatti, che accendono il timore nucleare, né la Russia che, nelle parole di Putin, accusa i leader occidentali di “spaventare il mondo con la minaccia di un conflitto che coinvolge armi nucleari” e nega la volontà di schierare armi atomiche nello Spazio (4), ricordano di aver già fatto esplodere ordigni nucleari nella ionosfera e persino nella magnetosfera, a 750 chilometri di altezza. È per questo che ne conoscono bene gli effetti…
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