Bugonia, regia di Yorgos Lanthimos, 2025

Lanthimos: o lo ami, o lo odi o… Bugonia. Qua Andy s’è giocato tutto; come apripista per una ‘terza via’ opzionale al canonico bivio ‘o adori’ o…? Il mainstream è saturo di mestieranti; Lanthimos è un Autore; ne ha da dire, e c’è riuscito pure con ‘sto remake di un film coreano. Doveste fare una ricerca sul perché del titolo troverete una serie di cazzate talmente arrabattate che dopo averle lette, per decomprimere il senso di vuoto, sarete costretti a guardare Uomini&Donne e L’Eredità tutti i giorni per (minimo) 3 mesi filati. Perciò sconsiglio sia questo che (peggio!) cercare “di cosa parla”. Cazzo mi significa Di che parla? Semmai a chi vorrebbe parlare. A tale domanda rispondo: ai cialtroni (e alla loro irriducibile supponenza). A quelli che credono d’avere ‘capito’ tutto già da subito. Ritmo altalenante. Scene a tinte forti e dialoghi incisivi. Tuttavia è probabile che per quasi l’intera durata, tu/spettatore, avverta un brusio cerebrale; una vocina dal tono metallico standard che ripete ossessivamente Leccaculo, Leccaculo, Leccaculo e che ti accompagnerà fino agli ultimi 5 minuti, quando scoprirai (amaramente) che la voce si sbagliava, perché la voce era tua; di cialtrone prevenuto. Un ammirevole specchio del corrente periodo (an-ti)storico.
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