Physicians for Human Rights Israel
Physicians for Human Rights Israel denuncia sparizioni, uccisioni e insabbiamenti all’interno dei centri di detenzione militari e delle prigioni di Israele: una pratica che definisce sistematica, normalizzata e istituzionale
94 palestinesi deceduti nei centri di detenzione israeliani tra ottobre 2023 e agosto 2025: 68provenivano dalla Striscia di Gaza e 26 dalla Cisgiordania occupata o possedevano la cittadinanza israeliana. È ciò che denuncia Physiciansfor Human Rights Israel (PHRI), dopo aver incrociato informazioni raccolte dalle istituzioni israeliane (tramite richieste di accesso agli atti), testimonianze di palestinesi incarcerati, dati pubblicatida altre organizzazioni per i diritti umani e segnalazioni dirette – nei casi in cui il PHRI stesso è stato coinvolto nella presentazione di denunce mediche. Risultati che “indicano l’esistenza di una politica ufficiale da parte delle autorità carcerarie israeliane che prende di mira i palestinesi detenuti”, evidenzia il PHRI, “in grave violazione degli obblighi di Israele ai sensi del diritto interno e internazionale, e che porta a un numero senza precedenti di morti trai palestinesi in custodia”.
Physicians for Human Rights Israel è un’organizzazionecon sede a Tel Aviv, fondata nel 1988 da un gruppo di medici israeliani e oggi supportata da oltre 3.500 membri e volontari; assiste gratuitamente ogni anno più di 20.000 persone, fornendo assistenza medica “principalmentea migranti, rifugiati e residenti palestinesi in Cisgiordania e Gaza”, attraverso cliniche mobili; allo stesso tempo, si legge sul sito, PHRI lavora per modificare strutture e politiche discriminatorie e abusive nei confronti dei palestinesi nei Territori Occupati. A novembre 2025 esce con il report Deaths of Palestinians in Israeli Custody: Enforced Disappearances, Systematic Killings and Cover-ups, di cui pubblichiamo qui un estratto, con traduzione a cura di Paginauno. Il report analizza la “politica di sparizione forzata perseguita e mantenuta dall’esercito israeliano”; “documenta l’uccisione sistematica di palestinesi nei centri di detenzione militari e nelle prigioni gestite dell’Autorità Penitenziaria Israeliana”; e infine “denuncia i tentativi delle istituzioni di Israele di insabbiare le circostanze dei decessi dei detenuti palestinesi”. Pratiche che il PHRI individua come istituzionali: “Il forte aumento del numero di palestinesi morti nelle strutture carcerarie israeliane dal 7 ottobre 2023, rispetto agli anni precedenti, dimostra che, dall’inizio della guerra, l’uccisione di palestinesi in custodia è diventata un ulteriore strumento di Stato per l’oppressione palestinese, […] una pratica normalizzata derivata direttamente dalla politica ufficiale dello Stato”. E conclude: “il destino di centinaia di palestinesi di Gaza detenuti dall’esercito israeliano rimane a tutt’oggi sconosciuto…
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