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Home Cultura Musica

Ho sognato di vivere. Per una tanatologia del canzoniere vecchioniano

Mario Bonanno by Mario Bonanno
4 Marzo 2026
in Musica, Ultimo Numero
0
Ho sognato di vivere. Per una tanatologia del canzoniere vecchioniano
  • (Paginauno n. 95, marzo – aprile 2026)

Tempo, amori, melanconia e nera signora, vita “che è niente ma non è poco”: Roberto Vecchioni

Discanto è uno sguardo disallineato sui temi della canzone d’autore, morta d’inedia (sociale) diverse lune fa. Discanto se ne frega della musica, memorializza fuori fuoco e fuori schema: nello specifico divaga sulle coordinate di tempo-morte-sogno-altro in Roberto Vecchioni. Per chi ne (dis)conoscesse il succo del discorso, prima del partenariato no-comment con Massimo Gramellini.

Rewind (anni Settanta, e oltre)

I dischi di Vecchioni friggono sul piatto del mio stereo. Ciò la dice lunga sull’uso compulsivo che ne faccio; sarà per via di annose affinità elettive, o dell’idealismo dialettico di cui è portatore il prof. Romantico senza troppe melensaggini. Impegnato senza slogan combat-folk. Sapiente senza accademismo, né saggezza. Vecchioni è spleen fatto pensieri e parole. Il più decadente e letterario fra i cantautori ancora in giro. Metteteci che a ogni album se l’è vista con pletore di idee, fogli, figli, miti, donne, morte, tempo, dio in persona. Samarcanda (1977) credo sia il suo album-manifesto. L’album con dentro i prodromi della sua poetica, se mi spiego. Dentro ci sono la morte, e c’è l’amore perduto. C’è una donna che va via (una morte diversa per chi, invece, resta), paradigma di ogni donna andata via/ che andrà via nei dischi del ‘primo’ e ‘secondo’ Vecchioni: la donna senza cuore di Effetto notte (“se tu mi amassi mi cercheresti ognisabato sera […] e non soltanto una sera d’ottobre/ quando il tuo uomo ha il raffreddore”), e de Gli anni (“…che stavo in piedi per vedere con chi usciva lei domani”). La ragazza che in Sestri levante andrà “via leggera/ che pareva volare”. Ricette didonna (nella canzone omonima) insomma, declinate per figure danzanti, streghe, milady, amanti, angelo, morgane: un topos vecchioniano. L’accenno di indagine sulla possibile tanatologia (nel senso esteso di perdita, distanza, separazione) intrinseca ai temi di Vecchioni non può prescindere dunque da un’ennesima figura di donna. La nera signora incrociata da un soldato senza nome nell’altrove di Samarcanda…

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