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Home Società Nuove Tecnologie

La tecnologia crea un nuovo umano: le radici alchemiche delle idee transumaniste

Rivista Paginauno by Rivista Paginauno
24 Aprile 2024
in Nuove Tecnologie
0
La tecnologia crea un nuovo umano: le radici alchemiche delle idee transumaniste

Photo by Icons8 Team on Unsplash

Kurmo Konsa*

  • (Paginauno n. 86, aprile – maggio 2024)

Il superamento dei limiti biologi e il ‘perfezionamento’ degli esseri umani tramite la tecnologia: visioni che richiamano escatologie religiose e parallelismi con l’elisir di Bacone

Introduzione: umani e tecnologia

La società umana è in gran parte basata su strumenti e tecnologie in costante trasformazione (Ferkiss 1969: 49). Nel corso della storia, nuove tecnologie sono state continuamente sviluppate e applicate, sostituendo quelle esistenti. Naturalmente la tecnologia, da sola, non cambia la società; tuttavia, vi è intrecciata. Quando le tecnologie esistenti vengono sostituite da nuove, un’ondata di cambiamento influenza l’intero sistema complessivo, che comprende produzione, marketing, pubblicità e consumo. Non c’è dubbio che viviamo nell’era della tecnologia e, sebbene in un modo o nell’altro essa sia sempre stata una parte inseparabile della cultura, non ha mai definito la natura umana a tal punto. Di certo gioca un ruolo cruciale nel rapporto tra l’uomo e la natura, poiché li collega, agendo come una sorta di intermediario; modella e, allo stesso tempo, descrive, la relazione che l’uomo ha con l’ambiente circostante. Potremmo dire che la tecnologia è uno strumento per naturalizzare la cultura e coltivare la natura.

La questione del rapporto tra tecnologia e umano non è stata affatto inventata nel XX secolo; ha una lunga storia e la maggior parte dei problemi che oggi incontriamo sono stati discussi in precedenza, così come la maggior parte degli argomenti utilizzati nei dibattiti su se e in che misura possiamo intervenire sulla natura, risalgono già all’antichità e al Medioevo.

Nella prima letteratura europea ci sono numerose narrazioni di come gli esseri umani cercarono di imitare gli dei; tuttavia, anche se ci riuscissimo, le storie di solito finiscono con la vendetta divina e la distruzione di ciò che gli umani hanno creato.

Il corpo e la mente dell’uomo sono sempre più occupati dalla tecnologia, e il risultato finale potrebbe essere, nel prossimo futuro, l’emergere di una nuova razza umana che vive in perfetta simbiosi con le macchine: una prospettiva proposta dal movimento transumanista. Per molti aspetti questi progetti assomigliano alla fantascienza, da cui spesso traggono le idee, e sono il segno di un clima sociale e politico in cambiamento: forse sono l’indicazione che siamo disposti ad abbandonare le nozioni di natura umana e umanità che abbiamo sostenuto finora. Poiché la natura dell’uomo cambierà radicalmente, cambierà anche la comprensione di cosa significhi essere un essere umano.

Uno dei campi più importanti che si occupò del rapporto tra naturale e artificiale, nel Medioevo e nella prima età moderna, fu senza dubbio l’alchimia. Conosciuta innanzitutto come una pratica che studiava la trasmutazione dei metalli, in senso più ampio le questioni che interessavano gli alchimisti erano legate allo studio dei confini etici e ontologici tra le scienze naturali e la tecnologia. Le domande fondamentali riguardavano ciò che era naturale, ciò che era artificiale e come gli esseri umani potevano perfezionare la natura con l’aiuto della tecnologia.

Sicuramente si tratta di problemi che rivestono un’importanza cruciale anche oggi. Nella letteratura alchemica si possono trovare chiari parallelismi con i dibattiti contemporanei sulla questione se l’ingegneria genetica debba essere consentita e se sia ragionevole: ciò significa che le tecnologie possono cambiare, ma portano avanti comunque la vecchia tradizione. All’inizio i tentativi degli alchimisti di imitare la natura si concentrarono principalmente sulla creazione di metalli preziosi (oro e argento) e pietre preziose; in seguito, gli obiettivi cambiarono e inclusero la creazione artificiale della vita umana.

Il transumanesimo è profondamente radicato nella cultura cristiana occidentale, compresa l’alchimia; questa origine è stata notata da diversi ricercatori (Cady 2011; Noble 1997). Sono state studiate anche le riflessioni di altre religioni, come il buddismo (Maher 2014), l’ebraismo (Samuelson & Tirosh-Samuelson 2011), l’islam (Mahootian 2011; Mavani 2014), il cristianesimo ortodosso (Clay 2011) e lo gnosticismo (Krueger 2005; Pugh 2017): non vi si trova quasi nessuna discussione sull’alchimia.

Lo scopo di questo articolo è presentare un’analisi critica sull’influenza della tecnologia sugli esseri umani e sulla cultura nella società occidentale contemporanea. Poiché il transumanesimo è diventato la scuola di pensiero che discute il futuro biologico dell’uomo in modo più dettagliato, mi concentrerò su questo. Confronterò le idee transumaniste sul perfezionamento degli esseri umani e sulla fine del mondo con le opinioni di Ruggero Bacone, uno dei rappresentanti dell’alchimia medievale europea. Tale trattazione fornisce un contesto storico alle idee transumaniste, e aiuta ad affrontare i problemi morali e filosofici che ci troviamo davanti a causa dello sviluppo della tecnologia moderna. Aiuta anche a valutare l’impatto che il pensiero transumanista ha sulla cultura contemporanea.

Innanzitutto, fornirò una panoramica di come è emerso il movimento transumanista e delle idee che ne costituiscono il background; fornirò quindi una breve introduzione all’alchimia e discuterò più in dettaglio le opere di Ruggero Bacone. Nella sezione di discussione, mi concentrerò sui parallelismi tra l’alchimia medievale e il transumanesimo contemporaneo e analizzerò le loro connessioni all’interno del contesto culturale più ampio.

Transumanesimo

Il transumanesimo (abbreviato con H+, cioè umanità migliorata) è diventato una delle più significative scuole di pensiero contemporanee che analizzano l’effetto della tecnologia sull’uomo e sulla società umana. È stato definito in termini diversi nella letteratura di ricerca, ma sempre alla base vi è l’idea che le capacità mentali e fisiche dell’umanità vengono modificate e perfezionate utilizzando diversi metodi tecnologici (1). I sostenitori della visione transumanista credono che dovremmo usare l’ingegneria genetica, la nanotecnologia, la tecnologia dell’informazione ecc. per aumentare in misura significativa la nostra evoluzione come specie biologica, elevando così l’umanità a un nuovo stadio di sviluppo; ritenendo dunque inevitabile che gli esseri umani esistenti debbano essere ridefiniti e superati. Le nuove tecnologie cambieranno il mondo a tal punto che i nostri discendenti non saranno più umani, ma postumani. James Hughes, uno dei principali transumanisti, ha espresso questa idea come segue: “La durata della vita si estenderà ben oltre il secolo. I nostri sensi e la nostra cognizione saranno migliorati. Acquisiremo il controllo sulle nostre emozioni e sulla memoria. Ci fonderemo con le macchine e le macchine diventeranno più simili agli esseri umani. Queste tecnologie ci permetteranno di evolverci in varietà di ‘post umani’ e di introdurci in un’era e in una società ‘transumana’” (Hughes 2004: xii).

Anche se è molto difficile determinare in che modo esattamente i postumani differiranno dagli esseri umani contemporanei, questa differenza è comunque una delle idee chiave del transumanesimo. La tecnologia dell’informazione, la fusione tra umani e dispositivi tecnologici, le modificazioni genetiche e il miglioramento delle capacità mentali sono i principali metodi proposti. I postumani avranno capacità fisiche e cognitive nuove e perfezionate e non soffriranno né malattie né morte. Nick Bostrom, uno dei massimi interpreti filosofici del movimento, lo definisce come “un modo di pensare al futuro che si basa sulla premessa che la specie umana, nella sua forma attuale, non rappresenta la fine del nostro sviluppo ma piuttosto un inizio relativamente precoce” (Bostrom 2003).

Le idee chiave furono introdotte per la prima volta nel saggio Daedalus: Science and the Future (1924), nel quale John Burdon Sanderson Haldane (1892-1964) predisse che in futuro la biologia degli esseri umani avrebbe tratto grandi benefici dall’applicazione delle scienze. Il rinomato genetista britannico era molto interessato all’utilizzo dell’eugenetica, dell’ectogenesi (2) e della genetica per migliorare la salute delle persone e potenziare la loro intelligenza. Tali idee subirono una comprensibile battuta d’arresto dopo la seconda guerra mondiale, a causa dell’abuso da parte dei nazisti. Il termine ‘transumanesimo’ fu adottato per la prima volta dal biologo Julian Huxley (1887-1975), che lo utilizzò nel titolo del suo articolo pubblicato nel 1957. Chiamò il transumanesimo anche “umanesimo evolutivo”, e descrisse le sue idee nel modo seguente: “Finora la vita umana è stata generalmente, come l’ha definita Hobbes, «cattiva, brutale e breve»; la grande maggioranza degli esseri umani (se non sono già morti giovani) sono stati afflitti dalla miseria […] possiamo legittimamente credere che questo terreno di possibilità esista, e che le attuali limitazioni e le miserabili frustrazioni della nostra esistenza potrebbero essere in larga misura superate […] La specie umana può, se vuole, trascendere se stessa – non solo sporadicamente, individuo qui in un modo, individuo là in un altro, ma nella sua interezza, come umanità” (Huxley 1957: 14).

Idee simili furono presentate anche dallo psicologo Abraham Maslow, il leader del Movimento per il Potenziale Umano, che coniò il termine ‘metaumano’ per indicare una persona che supera il livello di un normale essere umano nel corso dell’autorealizzazione, e diventa simile a un dio (Maslow 1971: 274).

Il movimento transumanista ufficiale vide la luce all’inizio degli anni ‘80 presso l’Università della California a Los Angeles, che ne divenne il centro principale. Nel 1988, il primo numero della rivista Extropy: The Journal of Transhumanist Thought, fu pubblicato dal filosofo Max More e Tom Bell (alias TO Morrow); e nel 1991 venne fondato l’Extropy Institute (3), considerato l’istituzione di riferimento delle idee transumaniste: nel tempo ha organizzato numerose conferenze internazionali e, cosa più importante, la sua mailing list è diventata un luogo di discussione delle idee del movimento. Nel 1998 i filosofi Nick Bostrom e David Pearce fondarono un’associazione internazionale senza scopo di lucro denominata World Transhumanist Association (WTA), il cui obiettivo è diffondere il pensiero transumanista affinché diventi parte integrante della ricerca scientifica e della politica pubblica. Nello stesso anno è stata pubblicata la “Dichiarazione Transumanista”, preparata dagli attivisti, che esprime le principali posizioni in relazione alla perfezione tecnologica degli esseri umani:

  • “1. In futuro l’umanità sarà profondamente influenzata dalla scienza e dalla tecnologia. Immaginiamo la possibilità di ampliare il potenziale umano superando l’invecchiamento, le carenze cognitive, la sofferenza involontaria e il nostro confinamento sul pianeta Terra.
  • “2. Crediamo che il potenziale dell’umanità sia ancora in gran parte inespresso. Ci sono scenari possibili che portano a condizioni umane migliori, meravigliose ed estremamente utili. […]
  • “7. Sosteniamo il benessere di tutti gli esseri senzienti, compresi gli esseri umani, gli animali non umani e qualsiasi futuro intelletto artificiale, forma di vita modificata o altra intelligenza a cui il progresso tecnologico e scientifico potrebbe dare origine.
  • “8. Siamo favorevoli a consentire agli individui un’ampia scelta personale su come rendere possibile la propria vita. Ciò include l’uso di tecniche che possono essere sviluppate per assistere la memoria, la concentrazione e l’energia mentale; terapie per l’estensione della vita; tecnologie di scelta riproduttiva; procedure crioniche; e molte altre possibili tecnologie di modifica e miglioramento umano.”

Nel 2006 l’Extropy Institute ha chiuso i battenti e nel 2008 la World Transhumanist Association è stata ribattezzata Humanity+. Numerose organizzazioni si occupano oggi di transumanesimo, come il Foresight Institute, l’Immortality Institute, l’Institute for Ethics and Emerging Technologies e il Singularity Institute for Artificial Intelligence, giusto per fare alcuni esempi. È emersa anche la disciplina accademica dei Future Studies. Nonostante la natura eterogenea del movimento transumanista, esso è caratterizzato da temi condivisi come il costante sviluppo dell’umanità, il perfezionamento degli esseri umani attraverso dispositivi e metodi tecnologici, il continuo aumento del benessere e della felicità umana, e domande sulla longevità e l’immortalità. Tutti questi argomenti sono comprensibilmente molto importanti, non solo dal punto di vista scientifico ma anche per la vita quotidiana e il futuro delle persone. Il transumanesimo rappresenta una tendenza che sta acquisendo sempre più importanza nello sviluppo e nella tradizione delle società occidentali contemporanee; possiamo considerarla una reazione culturale al progresso tecnologico accelerato e al trionfo della scienza.

Alchimia

Non è facile fornire una definizione esatta di alchimia, poiché si tratta di un fenomeno che esiste da molto tempo e in contesti culturali molto diversi (4). Senza entrare nelle differenti definizioni contemporanee, ne presenterò una tratta dal libro Lo specchio dell’alchimia (Speculum Alchemiae), il cui autore si pensava erroneamente fosse Ruggero Bacone – è molto probabile che il libro sia stato scritto da un anonimo tra il XIII e il XV secolo, tuttavia, poiché Bacone ha un ruolo importante da svolgere nella mia discussione attuale, ho scelto questa descrizione. “In molti Libri antichi si trovano molte definizioni di quest’Arte, le cui intenzioni dobbiamo considerare in questo Capitolo. Infatti Hermes disse di questa scienza: L’alchimia è una scienza corporale composta semplicemente da uno e da una, congiungendo naturalmente le cose più preziose, per conoscenza ed effetto, e convertendole mediante una mescolanza naturale in una specie migliore. Un altro diceva: L’Alchimia è una Scienza, che insegna a trasformare qualunque specie di metallo in un altro: e ciò mediante una vera e propria medicina, come risulta da molti Libri di Filosofi. L’alchimia quindi è una scienza che insegna come creare e comporre una certa medicina, che si chiama Elisir, la quale quando viene lanciata su metalli o corpi imperfetti, li perfeziona pienamente nella stessa proiezione” (Bacone 1597: Cap. I).

Come risulta evidente dalla citazione, l’autore del trattato descrive l’alchimia come una scienza che si occupa di rendere più preziosi gli oggetti meno preziosi. L’esempio più evidente di tale trasmutazione è la trasformazione dei metalli in metalli preziosi, anche se in realtà ciò vale per tutti gli oggetti naturali. È scienza, ma è anche chiaramente una forma d’arte, nel senso che non si occupa solo del processo di trasmutazione, ma lo applica in forma pratica; per tale motivo è stata collegata alla metallurgia, all’oreficeria, all’arte della gioielleria e del vetro.

Quando si discute la teoria e la pratica dell’alchimia in termini molto ampi, come studio e influenza dei processi di cambiamento che avvengono in natura, possiamo distinguere tre centri culturale-geografici nei quali si è evoluta.

L’alchimia occidentale iniziò nella cultura greco-egiziana (circa III secolo d.C.) e si diffuse nel Nord Africa, nel Medio Oriente, nell’Impero bizantino e in Europa; il prolungamento della vita e il raggiungimento dell’immortalità erano argomenti non trattati nell’antichità e nel Medioevo e, un po’ inaspettatamente, compaiono in Occidente nel tardo Medioevo, nel XIII secolo, negli scritti di Ruggero Bacone e Giovanni di Rupescissa, entrambi membri dell’ordine francescano.

Il trattamento dell’immortalità di Ruggero Bacone

Non si sa molto della vita di Ruggero Bacone (5). Nacque intorno al 1214/1220 da una famiglia relativamente ricca, in Inghilterra; dopo aver completato gli studi a Oxford, lavorò lì come docente; conseguì un master presso l’Università di Parigi e insegnò anche lì; aveva una vasta gamma di interessi, dalla matematica e filosofia all’ottica, all’alchimia e alla magia.

Lo stesso Bacone divise la sua vita in due parti: la sua carriera secolare di studioso e, più tardi, la sua vita di frate francescano, dedito alla “ricerca della vera saggezza” (Antolic-Piper n.d.). Probabilmente si unì all’ordine francescano nel 1256. Nel 1263 o 1264 incontrò il cardinale Guy Folques con cui discusse le sue opinioni scientifiche: quel cardinale divenne papa Clemente IV l’anno successivo, e diede subito a Bacone la direttiva di scrivere opere approfondendo le sue idee. Nel 1268 Bacone completò la sua Opus Tertium (Terza Opera), che era una panoramica di Opus Minus (Opera minore), che a sua volta era una sintesi dell’Opus Majus (Opera maggiore) (6). Le opere trattavano di filosofia, teologia e argomenti alchemici.

Bacone divise l’alchimia in ‘speculativa’ e ‘operativa’. Quest’ultima prevedeva la realizzazione di esperimenti, la spiegazione teorica non era l’obiettivo principale. L’alchimia operativa era praticata da alchimisti esperti che tuttavia non riuscivano a comprenderne lo scopo principale; secondo Bacone, l’alchimia speculativa era invece praticata da pochi, che sapevano utilizzarla sia con cose senza vita che con sostanze viventi: il corpo umano ne è stato l’oggetto principale (Bacone 1912: 88; Newman 1997). Bacone considerava molto importante anche l’astrologia, credendo che i corpi celesti influenzassero i corpi terrestri e la fisiologia del corpo umano. L’effetto dei movimenti celesti sugli uomini cambiava costantemente e si combinava con la struttura umorale del corpo umano, che Bacone chiamava la ‘carnagione del corpo’: pertanto l’equilibrio degli umori era in una certa misura determinato dalla posizione delle stelle al momento della nascita. Bacone non negò che le persone avessero il libero arbitrio, poiché avrebbe contraddetto la dottrina cristiana, ma affermò che queste influenze rendevano le persone inclini a determinate azioni. E con l’aiuto dell’astrologia e dell’alchimia, sperava di indebolire le influenze negative e rafforzare quelle positive.

Riteneva che, utilizzando i giusti strumenti, fosse possibile prolungare la vita di una persona e migliorarne la salute. Basò le sue argomentazioni principalmente sulla Bibbia (Gen:5), nella quale è scritto che prima del grande diluvio gli uomini vivevano anche fino a mille anni. Di conseguenza pensava che la durata naturale della vita di un essere umano fosse molto più lunga, e che nel mondo contemporaneo si fosse ridotta a causa dei peccati e dello stile di vita corrotto di ognuno. “La possibilità di prolungamento della vita è confermata da ciò, che l’uomo è naturalmente immortale, cioè capace di non morire: e anche dopo aver peccato, potrebbe vivere quasi mille anni, poi a poco a poco la durata della sua vita è stata abbreviata. Pertanto è necessario che questa abbreviazione sia accidentale; quindi potrebbe essere del tutto riparata, o almeno in parte. Ma se solo volessimo indagare sulla causa accidentale di questa corruzione, scopriremmo che non proviene né dal Cielo, né dalla mancanza di un regolamento della salute. Infatti, in quanto i Padri sono corrotti, generano figli di carnagione e composizione corrotta, e i loro figli dalla stessa causa sono essi stessi corrotti: e così la corruzione è derivata di padre in figlio, finché l’abbreviazione della vita prevale per successione. Tuttavia da tutto ciò non consegue che diventerà sempre più breve” (Bacone 1683: 63–64).

Poiché Bacone riteneva che l’accorciamento della vita delle persone fosse un processo accidentale condizionato da fattori esterni, e non una caratteristica degli esseri umani, anche la durata della vita poteva essere prolungata, e per farlo intendeva utilizzare principalmente metodi alchemici. Fu il primo, nella tradizione alchemica occidentale, a scrivere sul prolungamento della vita. Raccomandava un elisir alchemico come strumento principale (7). Un equilibrio di elementi è il suo fondamento teorico: “Se gli elementi fossero preparati e purificati in qualche miscuglio, in modo che non vi fosse alcuna azione di un elemento su un altro, ma in modo che fossero ridotti alla pura semplicità, i più saggi hanno giudicato che costituirebbero una medicina perfetta” (Matus 2017: 46).

Non esiste una simile medicina in natura: può essere preparata solo attraverso l’alchimia. Secondo la teoria alchemica, tutti i corpi naturali sono composti da quattro elementi – fuoco, acqua, terra e aria – che non possono mai trovarsi in forma perfettamente pura: l’uno contiene sempre degli altri in misura più o meno consistente, e le differenze tra tutte le cose possono essere attribuite alla presenza degli elementi in proporzioni distinte (Principe 2013: 37–38). Combinati nel corpo umano, i quattro elementi formano fluidi corporei, o umori. Questa teoria degli umori fu sistematizzata dal medico Galeno di Pergamo (129 d.C.–ca. 200 (Gruman 2003 [1966]: 21–22). Nei fluidi corporei semplici c’è un elemento dominante con le sue qualità corrispondenti: bile gialla, dominata dal fuoco; bile nera, dominata dalla terra; sangue, dominato dall’aria; e flemma, dominata dall’acqua. Secondo Bacone, gli umori presenti nel corpo sono il risultato di una combinazione di questi fluidi corporei primari, che potevano essere trovati anche in corpi diversi dagli animali (Newman 1997).

Per la teoria umorale, in un essere umano sano esiste un equilibrio degli umori noto come eucrasia, e una medicina in cui gli elementi siano equilibrati può ricreare l’equilibrio, depurando il corpo dai liquidi in eccesso e sostituendo quelli che mancano. Bacone presentò il primo uomo, Adamo, come l’argomento più convincente a sostegno della sua teoria. Il suo corpo, come tutti i corpi terreni, era costituito da elementi e fluidi corporei, e la decomposizione e l’invecchiamento erano il risultato dell’influenza reciproca. Come chiunque sia esistito da allora, Adamo ha dovuto bilanciare gli umori attraverso il cibo. Nell’alimentazione normale gli elementi non sono equilibrati, ma Adamo mangiò i frutti dell’Albero della Vita nel Giardino dell’Eden, e il suo corpo conservò l’immortalità e fu il più perfetto dei corpi umani perché in quel frutto gli elementi erano in perfetto equilibrio. Ogni corpo umano è dunque di natura immortale, in grado di esistere all’infinito, se la sua composizione rimane in perfetto equilibrio. Qui Bacone si affida ancora una volta alla Bibbia e alla sua descrizione dei morti, i quali, resuscitati come creature dai corpi perfetti e imputrescibili, sono immortali; grazie a un perfetto equilibrio degli elementi, sostiene Bacone.

Per preparare l’elisir occorre utilizzare sangue umano e dividerlo nei quattro umori fondamentali: “L’alchimista cerca di separare questi umori gli uni dagli altri e di purificarli l’uno dall’altro. Quando saranno stati ricondotti alla loro purezza e semplicità per mezzo di opere difficili, allora dovranno essere mescolati in una proporzione segreta e sicurissima. A essi si aggiunge l’argento vivo, dopo averlo mortificato e sublimato più volte. Allo stesso modo la calce, o polvere del metallo più vile, da cui verrà ricavato quello più nobile. Allo stesso modo [calx of] il più nobile. Poi dovrebbero essere incorporati insieme fino a formare un corpo solo. Questo viene poi proiettato sul metallo base liquefatto e diventa così più nobile” (Newman 1997: 331).

Gli influssi celesti avevano un ruolo importante nella preparazione dell’elisir, che doveva essere portato all’aperto a intervalli precisi, determinati con l’aiuto dell’astrologia, per essere influenzato da specifici corpi celesti: solo allora il processo di preparazione poteva essere completato. L’effetto dell’elisir poi non si limitava al corpo, ma influenzava anche la mente e la morale. Bacone ci assicura che, “se questa cosa più grande può essere fatta [la produzione dell’elisir], è evidente che tutte le altre cose sono possibili, cioè che l’uomo possa raggiungere una grande preveggenza e una saggezza perfetta affinché sappia governare se stesso e gli altri, con l’aiuto della grazia di Dio” (Matus 2017: 49).

È dunque possibile cambiare completamente una persona con l’aiuto dell’elisir, questo era il vero obiettivo dell’alchimia. E l’elisir non solo garantiva la conoscenza di tutte le scienze e i segreti, ma aiutava anche a comprendere Dio e le verità del cristianesimo. Pertanto, il suo risultato non era solo un corpo perfetto, ma anche una perfetta anima cristiana.

Bacone credeva che questa perfezione umana aprisse enormi possibilità. Diventato perfetto, un alchimista poteva inventare e costruire dispositivi per raccogliere, copiare e trasmettere gli stessi raggi celesti utilizzati per preparare l’elisir; poteva costruire enormi specchi affinché quelle emanazioni divine potessero essere trasmesse in terre lontane e così cambiarne l’aspetto, anche dei relativi abitanti, in modo da farli diventare cristiani, o almeno ricettivi al cristianesimo.

Ma perché sarebbe stato necessario tutto questo? Il grandioso progetto di Bacone acquista più significato nel suo contesto storico, in particolare per quanto riguarda il giorno del giudizio universale. A quei tempi, la fine del mondo non era un futuro lontano, era percepita come una realtà imminente di cui bisognava tener conto quotidianamente. Nella lettera al papa, Bacone scrive: “Tutti i saggi credono che non siamo molto lontani dai tempi dell’Anticristo” (Bacon 1928: 417). Egli era convinto che le scienze che stava sviluppando avessero un ruolo molto importante da svolgere nella battaglia apocalittica con l’Anticristo; credeva che anche quest’ultimo usasse la scienza e i segreti della natura nella sua lotta contro i cristiani, che utilizzasse l’alchimia, l’astrologia, la magia (il cambiamento della natura di una persona) e le parole magiche. Non era quindi semplicemente una battaglia religiosa e spirituale, ma impiegava tutte le possibili armi occulte. E con l’elisir sarebbe stato possibile incrementare notevolmente il mondo cristiano. Il lento lavoro missionario sarebbe stato sostituito dal cambiamento della fisionomia delle nazioni e delle regioni, rendendole così ricettive alla Parola di Dio. Una cristianizzazione su così larga scala avrebbe portato tutti gli Stati sotto il dominio della Chiesa, e avrebbe contribuito a creare un esercito per combattere l’Anticristo.

Bacone sperava che il papa mettesse in atto il programma scientifico ed educativo da lui presentato. Tuttavia, nel 1268, papa Clemente IV morì e il programma di Bacone suscitò scarso interesse nella Chiesa. Le sue idee potrebbero anche essere state condannate e lui accusato di diffondere “alcune novità sospette”. Non si sa se fu ufficialmente incolpato, ma nel 1278 lasciò Oxford per Parigi. Il suo tentativo di creare un’alchimia cristiana che aiutasse la Chiesa nella battaglia apocalittica, era fallito.

Discussione

Il rapporto tra transumanesimo e religione è complesso. Le idee centrali del transumanesimo sono legate al superamento dei limiti biologici dell’essere umano, al prolungamento della durata della vita e al raggiungimento infine dell’immortalità e della beatitudine. I paralleli con le diverse religioni sono evidenti. In genere, gli stessi transumanisti non ammettono questo collegamento, o almeno non lo considerano importante (Noble 1997; Campbell & Walker 2005; Maher & Mercer 2009; Hopkins 2005; Bainbridge 2005). Anche se la religione è vista come la fonte iniziale delle idee transumaniste, tra loro viene tracciato un confine molto chiaro: “I transumanisti cercano di realizzare i propri sogni in questo mondo, facendo affidamento non su poteri soprannaturali o sull’intervento divino ma sul pensiero razionale e sull’empirismo, attraverso il continuo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e umano” (Bostrom 2003).

Alcuni teologi cristiani sono molto critici nei confronti del transumanesimo (Waters 2006); d’altra parte, altri cercano di interpretare alcune idee transumaniste alla luce della teologia cristiana (Hefner 2003; Peters 1996, 1997, 2003).

I pensatori transumanisti trovano le loro origini nell’Europa del XVIII secolo, l’Età dell’Illuminismo. Come sostiene Bostrom, l’umanesimo razionale enfatizza “la scienza empirica e la ragione critica – piuttosto che la rivelazione e l’autorità religiosa – come modi per conoscere il mondo naturale e il nostro posto al suo interno e per fornire una base alla moralità. Il transumanesimo ha radici nell’umanesimo razionale” (Bostrom 2005: 3).

Ciò è indubbiamente vero, ma allo stesso tempo quel che non viene considerato è il fatto che le idee dell’illuminismo si fondavano sulle precedenti idee ermetiche e scuole di pensiero religiose (Merchant 1980; Shapin & Schaffer 1985; Dobbs 1975), una delle quali era l’alchimia. L’obiettivo più generale di entrambe, l’alchimia e il transumanesimo, è cambiare il mondo, sebbene gli scopi e i metodi per raggiungerlo possano differire; entrambe le tradizioni offrono un quadro teorico e soluzioni pratiche; e in entrambe il problema centrale è il rapporto tra uomo e natura, e la capacità umana di rendere artificiale la natura.

Il transumanesimo cerca di superare l’opposizione tra natura e cultura umana: “Se ragioniamo in termini evoluzionistici piuttosto che statici, il transumanesimo non può essere considerato ‘innaturale’. Cerchiamo piuttosto di stabilire una nuova armonia tra cultura e natura” (Campa 2008). E per minimizzare questa differenza si avvale della tecnologia, proprio come facevano gli alchimisti. Bacone trovò che il potere della scienza superava anche le forze della natura: “Ora, sebbene la natura sia potente e meravigliosa, tuttavia l’arte che usa la natura come strumento è più potente della forza naturale, come vediamo in molte cose” (Bacone 1618: 21 ). In questo senso, il prolungamento della vita umana aveva un significato speciale: “Ma il grado estremo in cui l’arte completa tutta la potenza della natura è il prolungamento della vita umana per un lungo periodo. Molti esperimenti dimostrano che ciò è possibile” (Bacone 1618: 47). Bacone, tuttavia, come la maggior parte degli alchimisti, non sosteneva che gli esseri umani sarebbero stati in grado di creare creature e specie completamente nuove, non esistenti in natura: cercava di ottenere gli stessi risultati della natura accelerandone i processi, rendendo così la natura più completa; inoltre, i metodi utilizzati erano basati su processi naturali (Newman 2004: 292). Il transumanesimo, invece, spinge i limiti delle capacità umane molto più in là.

Nei nostri termini, il progetto di Bacone era in gran parte teorico: è molto probabile che non abbia mai provato a preparare l’elisir alchemico. Allo stesso modo, la maggior parte delle idee transumaniste, oltre a condurre uno stile di vita sano e consumare integratori alimentari, sono ancora astratte. In entrambi i casi, ciò che conta è dimostrarne la possibilità teorica, e non l’immediata attuazione pratica. Se l’elisir fosse stata una parte importante del piano divino, come sosteneva Bacone, la sua attuazione pratica sarebbe stata inevitabile, perché lo scopo generale del progetto era quello di contribuire all’attuazione del piano divino di redenzione. Anche l’ampia visione transumanista è legata a previsioni apocalittiche, di singolarità tecnologica, che presto avverrà. Questa idea si basa sull’argomento del cambiamento accelerato, che estrapola il futuro sviluppo tecnologico ed economico. In sintesi: la storia ci ha mostrato che lo sviluppo tecnologico ha subito un’accelerazione costante ed è molto probabile che accelererà anche nei prossimi vent’anni; se questo è il caso, i cambiamenti che lo sviluppo tecnologico porterà nella società, nell’economia, nella natura biologica degli esseri umani e nel loro modo di pensare saranno così profondi che si verificherà una rottura nello sviluppo storico, che finora è stato costante; questa rottura è chiamata singolarità, un nome che ha riferimenti nella cosmologia.

È chiaro che Bacone non riuscì a creare un elisir che avrebbe trasformato le persone in perfetti cristiani immortali. Nelle sue opere presentò la giustificazione teorica e le istruzioni per la sua preparazione, perché allora non preparò l’elisir e tolse ogni dubbio? Perché per Bacone era importante la possibilità teorica, la preparazione pratica in quell’epoca non aveva alcun valore: l’elisir doveva funzionare in un mondo che non era ancora nato, era un’immaginazione del mondo come sarebbe dovuto essere, nonché uno strumento per realizzarlo. Uno strumento per la fine del mondo e, poiché era uno strumento cristiano, era inevitabile che avrebbe funzionato una volta arrivata l’apocalisse. L’elisir era insomma la realizzazione inevitabile di un’opera possibile, poiché così Dio l’aveva predisposta.

Secondo Bacone e altri alchimisti, dunque, gli esseri umani e le loro attività facevano parte del piano di Dio. La più grande differenza con il transumanesimo è chiaramente il fatto che Bacone basò le sue teorie sulla visione del mondo e sulla cosmologia cristiana, mentre il transumanesimo è un progetto scientifico. Tuttavia, anch’esso si basa in gran parte sull’escatologia cristiana, sebbene tratti la perfezione dell’uomo principalmente dal punto di vista scientifico e tecnologico. Un’espressione di ciò è il fatto che lo sviluppo delle idee transumaniste ha portato sempre più a un’associazione con la religione. La Mormon Trans-humanist Association, fondata nel 2006, è un buon esempio di integrazione riuscita delle idee transumaniste in una religione tradizionale (Cannon 2017); un gruppo di discussione dell’Associazione Cristiana Transumanista è stato lanciato online nel novembre 2013 e l’organizzazione è stata formalmente istituita nel 2014 (CTA n.d.); e sono emersi movimenti religiosi transumanisti indipendenti, come la Chiesa di Turing o il movimento del Digitalismo. I problemi associati all’escatologia cristiana sono, di conseguenza, stati ereditati dal transumanesimo: la natura umana è legata al corpo o all’anima? La risurrezione è fisica o spirituale?

Come il transumanesimo, anche l’alchimia medievale era un fenomeno borderline. C’erano continui dubbi sul fatto che ci si stesse avvicinando troppo ai limiti che Dio aveva posto agli esseri umani, che l’alchimista con le sue pratiche non stesse cercando di giocare a fare Dio. Le stesse considerazioni vengono ora espresse riguardo alle idee transumaniste (Coady 2009). Uno dei critici più significativi di queste ultime è, per esempio, Francis Fukuyama: membro del Consiglio di Bioetica del Presidente degli Stati Uniti tra il 2002 e il 2005, è favorevole a una rigorosa regolamentazione nazionale delle nuove biotecnologie e ritiene che esse rappresentino una minaccia per la natura umana e per il sistema politico ed economico occidentale.

L’alchimia è sempre stata associata, da un lato, alla pratica tecno-chimica dell’epoca (tecnologia chimica dal XVII secolo) e dall’altro a visioni filosofiche e religiose della natura. Prima del 1700 alchimia e chimica erano sostanzialmente indistinguibili: considerare la prima radicalmente diversa dalla scienza è una posizione che si è instaurata successivamente. Il progetto alchemico di Bacone si basava dunque sui fondamenti scientifici dell’epoca, proprio come il transumanesimo si basa sulla scienza di oggi. Quest’ultimo può essere visto come la continuazione di un progetto alchemico nel ventunesimo secolo. La scienza moderna ha aggiunto nuovi strumenti per realizzare l’obiettivo della perfezione alchemica, e il transumanesimo caratterizza molto bene il fatto che le pratiche e le teorie dell’alchimia sono cambiate nel tempo e si sono adattate ai mutati contesti.

Conclusioni

Il tema del transumanesimo è molto importante, poiché ci pone nel mezzo di problemi culturali e sociali causati dal rapido sviluppo della scienza e della tecnologia. Il pensiero transumanista sul futuro sviluppo degli esseri umani come specie biologica è stato significativamente influenzato dalle precedenti scuole di pensiero, e nonostante il fatto che diversi teorici transumanisti lo considerino un’alternativa secolare alle idee religiose, possiamo vedere che l’escatologia cristiana vi gioca un ruolo importante: sia nell’alchimia che nel transumanesimo gli aspetti scientifici e teologici sono stati inseparabilmente intrecciati. Il transumanesimo ha dunque evidenti connessioni con le idee alchemiche. Tuttavia, quando si tratta di tali confronti, è importante tenere presente che, sebbene esista una generale continuità delle idee occidentali, devono essere prese in considerazione le enormi differenze del contesto storico. Dopotutto, il transumanesimo interpreta idee originate da tempi precedenti in base al contesto culturale, e ai bisogni, della società contemporanea.

La rinascita dell’umanità è importante sia per Bacone che per i transumanisti, ma la sua essenza è piuttosto diversa. Per Bacone, la trasformazione dell’umanità è prima di tutto un processo morale che coinvolge la tecnologia alchemica, anche se è comunque destinato a evocare un cambiamento spirituale negli esseri umani; e la perfezione può significare solo mutare gli uomini e il mondo nel suo insieme, comprendendo corpo, pensiero, anima e cultura. Che la tecnologia sia capace di questo, non importa quanto sviluppata, è altamente discutibile. La comprensione transumanista della natura umana è infatti eccessivamente semplicistica: gli aspetti morali e culturali sono di interesse relativamente secondario (Ranisch 2014). La visione transumanista della fine del mondo e dell’umanità come la conosciamo, la singolarità tecnologica, è completamente materialistica e secolare. Secondo la trattazione alchemica di Bacone, l’essere umano era qualcosa che andava oltre il corpo e la mente; la fine del mondo non riguardava solo la perfezione e la resurrezione degli esseri umani: questi erano prerequisiti necessari per la rinascita morale e spirituale, che doveva essere trattata non dal punto di vista umano ma da quello divino. Bacone riconosce il potenziale dell’umanità, la sua opportunità di sviluppo e l’importanza nello sviluppo dell’intero universo: l’umanità avrà un ruolo importante da svolgere una volta arrivato il giorno del giudizio. Sia Bacone che i pensatori transumanisti ritengono che il mondo abbia uno scopo, ma per Bacone l’obiettivo sta in Dio, per i transumanisti nella mente e nei desideri degli esseri umani stessi.

* Technology Creating a New Human: The Alchemical Roots of Transhumanist Ideas, aprile 2021. Estratto dell’articolo con traduzione a cura di Paginauno. L’articolo originale in inglese, completo di bibliografia, può essere trovato qui https://www.researchgate.net/publication/ 350560106_Technology_Creating_a_New_Human_The_Alchemical_Roots_of_Transhumanist_Ideas. Kurmo Konsa è Professore Associato presso l’Istituto di Storia e Archeologia, Università di Tartu (Estonia); i suoi principali campi di interesse sono la preservazione e la conservazione del patrimonio culturale e la storia dell’alchimia

1) Questo articolo non discuterà le idee dei postumanisti culturali, che sono più legate alla filosofia, agli studi culturali, alla critica del modernismo, al femminismo, al postcolonialismo e ad altri approcci (vedi Tirosh-Samuelson & Mossman 2011: 35)

2) L’ectogenesi consiste nel creare e sostenere la vita in un ambiente artificiale

3) Il termine ‘extropy’ (estropia) è stato coniato da Max More come sostituto del termine più tecnico negentropia, per denotare entropia negativa

4) Sulla definizione dell’alchimia si veda Principe & Newman 2001

5) Per fornire una panoramica della vita di Ruggero Bacone ho utilizzato Power 2012

6) Per le opere di Bacone vedere Bacone 1859 e Bacone 1897

7) Sull’elisir di Bacone si veda Matus 2017

Tags: intelligenza artificialetransumanesimo
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