Andrzej Porębski, Jakub Figura*
Può una macchina essere cosciente? Contro le derive fantascientifiche che lo sostengono, un dettagliato studio tecnico affronta la questione sotto vari profili e ne dimostra l’assurdità
Domanda e motivazione del problema posto
Iniziamo questo articolo con la seguente domanda: esiste un’intelligenza artificiale cosciente?
Le potenzialità e i limiti delle macchine sono stati un tema controverso fin dagli albori della tecnologia informatica. Esempi significativi dei dibattiti accademici sulle qualità delle entità tecnologiche vanno dalla famosa domanda di Turing “Le macchine possono pensare?” (Turing, 1950) alla questione dell’attribuzione di stati mentali alle macchine (McCarthy, 1979), passando per il classico argomento della stanza cinese (Searle, 1980), per i tentativi di rendere operativa la “coscienza delle macchine” (Wasiewicz e Szuba, 1990), e per le tesi sui limiti dei computer (Dreyfus, 1992). Sebbene questi dibattiti siano stati spesso considerati eccessivi, la situazione è cambiata. La questione delle potenzialità della cosiddetta intelligenza artificiale non investe più solo una nicchia accademica, ma è emersa nel dibattito pubblico, con posizioni che sostengono che l’IA possa effettivamente essere cosciente. Colombatto e Fleming (2024) hanno riferito che solo un terzo degli intervistati nel loro studio (300 adulti negli Stati Uniti, raccolta dati nel luglio 2023) escludono fermamente qualsiasi forma di coscienza dei grandi modelli linguistici […], ovvero indicano che ChatGPT “chiaramente non è un esperiente”. Lo stesso studio rivela una relazione lineare tra l’uso di queste tecnologie e l’attribuzione stimata di coscienza: coloro che hanno maggiori probabilità di utilizzare gli LLM, vi attribuiscono una coscienza superiore.
Ulteriori risultati indicano che il punto di vista secondo cui l’IA è cosciente non è un mero margine statistico. In un sondaggio su larga scala del 2023, circa il 20% degli intervistati (2.268 adulti negli Stati Uniti) ha dichiarato che attualmente esistono sistemi di IA senzienti (raccolta dati da aprile a luglio 2023, Anthis et al., 2025). Un sondaggio del 2024 ha rivelato che tra 582 ricercatori di IA e 838 adulti negli Stati Uniti, rispettivamente circa il 17% e il 18% ritiene che almeno un sistema di IA abbia un’esperienza soggettiva, e circa l’8% e il 10% ritiene che almeno un sistema di IA abbia autoconsapevolezza (raccolta dati a maggio 2024, Dreksler et al., 2025) (1). Questi risultati delineano un quadro chiaro: anche se coloro che attualmente riconoscono l’esistenza dell’intelligenza artificiale cosciente sono una minoranza, non rappresentano di certo un’anomalia…
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* Estratto dall’articolo Porębski, A., Figura, J. There is no such thing as conscious artificial intelligence, Humanit Soc Sci Commun 12, 1647 (2025), 28 ottobre 2025, licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale. Andrzej Porębski, Jakub Figura: Jagiellonian University, Cracovia, Polonia. Traduzione a cura di Paginauno.

