INTELLIGENZA ARTIFICIALE. CYBERCRAZIA. La feroce deriva dell’impero virtuale. In quale sostanziale discontinuità storico-sociale il macro sistema di potere capitalistico e cibernetico ci sta trascinando? Renato Curcio prosegue la riflessione sull’impatto socio-antropologico delle tecnologie digitali e focalizza l’emergere di un nuovo profilo del dominio il cui perno è l’assenza dei concetti di limite e diritto. LAVORO. Tra distopia e utopia. L’impatto dell’AI sul mercato del lavoro: i numeri dei Report e delle proiezioni fotografano una realtà ben lontana dalle narrazioni iperboliche catastrofiste o ottimiste; ma che futuro attende una società capitalistica basata sulla produzione e sul consumo di massa, quando diviene macchinica? ISRAELE E PALESTINA. Sionismo tech neoliberale vs sumūd digitale. Da una parte il nesso militare-accademico-tecnologico israeliano che configura il colonialismo di insediamento digitale, integra l’AI nella violenza genocida e produce l’eliminazione fisica, economica ed epistemica dei palestinesi; dall’altra il sumūd palestinese, che trasformando l’infrastruttura digitale in un’architettura di sopravvivenza urla il rifiuto collettivo alla cancellazione e si pone al contempo come linfa vitale, atto politico e rivendicazione di futuro.
DENTRO ISRAELE. La sacra guerra preventiva. Mescolando strategia militare e visioni religiose, la destra intellettuale e politica israeliana cita la Torah per sacralizzare il conflitto contro l’Iran mentre distorce il Diritto Internazionale nel tentativo di legittimarsi.
LUOGHI. Terribilis est locus iste. Dalla soglia che chiede rispetto, ascolto e presenza alle barriere che discriminano in base al reddito, dallo Spirito del Luogo all’architettura ostile delle città vetrina a misura di consumo.
CULTURA. La parola alle scrittrici con La pace degli alveari di Alice Rivaz: “Ancora qualche guerra, ancora tanti Paesi in rovina, disseminati di cadaveri, anche di cadaveri di bambini, e forse gli occhi delle donne si apriranno. E la loro rabbia monterà devastatrice, senza pietà. Efficace. Sì, gli uomini dovrebbero stare in guardia. Dovrebbero pensare più spesso alle api, alla pace degli alveari. Al prezzo che si paga per la pace degli alveari”. Il Settantasette: post-sessantottardo e pre-discotecomane, inventivo e retrivo, colorato e funereo; un anno sperimentale e (im)potenziale; tradotto a posteriori, un anno di lì a un passo dal succedere. Syriana di Stephen Gaghan, ovvero come l’economia e il processo di formazione dei monopoli determinano politica, guerre e relazioni sociali. The Who e Pink Floyd: di cani, maiali e pecore. Le impensabili pillole cinematografiche e la copertina di Ombralunga: Meta-Umano.
Sommario
RESTITUZIONE PROSPETTICA
AI al lavoro. Tra realtà, distopia e utopia
Giovanna Cracco
POLEMOS
Terribilis est locus iste
Roberto Di Chio
DENTRO ISRAELE: LA GUERRA PREVENTIVA
La sacra guerra contro l’Iran
LO STUDIO
Israele-Palestina. Dal colonialismo di insediamento all’occupazione a controllo remoto: innovazione tecnologica, sionismo neoliberale e sumūd digitale in tempi di genocidio
Arees Bishara
L’INTERVENTO
Cybercrazia. La feroce deriva dell’impero virtuale
Renato Curcio
SOTTO I RI(F)LETTORI
La pace degli alveari
Alice Rivaz
DISCANTO
Settantasette. Lolli. Finardi. Il Movimento. Cinque pezzi facili. E in ultimo il punk
Mario Bonanno
CINEFORUM
L’impero in declino
Syriana di Stephen Gaghan
Iacopo Adami
LE INSOLITE NOTE
Di cani, maiali e pecore
The Who, Quadrophenia
Pink Floyd, Animals
Augusto Q. Bruni
ZONA FRANCA
Fumo di Londra
Io e Caterina
di Alberto Sordi
Ragazze in uniforme
di Leontine Sagan
Big Wave
di Walter McConnelly
Andrea Cocci

anno XX, numero 98
novembre – dicembre 2026
Edizioni paginauno
formato: 16 x 23 – pagg. 98
ISSN: 1971-3436
copia digitale PDF: 3,00 euro (disponibile ai primi di novembre)
copia cartacea: 10,00 euro (disponibile ai primi di novembre)
