Il logos e l’AI stupida: mentre narrazioni immaginarie su una prossima AGI strabiliante continuano ad alimentare il flusso degli investimenti, la bolla della Circular AI Economy preoccupa il mondo finanziario e il cogito umano rischia di sottomettersi a macchine che lavorano con pensieri ciechi
“Come opera di narrativa, è molto efficace. Netflix dovrebbe assolutamente acquisirne i diritti. […] praticamente l’intero scenario è un insieme di ipotesi improbabili. Le scoperte sulla «ricorrenza neurale» (qualunque cosa sia) e sulla memoria (su cui le persone nel mondo reale lavorano da decenni, con risultati relativamente scarsi) e sulla «distillazione e amplificazione iterativa» provengono direttamente dal tipo di scrittura che ci ha regalato il ‘cervello positronico’ di Star Trek. […] Nessuno [dei passaggi tecnologici citati] è un vero meccanismo causale; è tutto un espediente narrativo. Potremmo anche dire che rubiamo l’intelligenza artificiale generale nel 2027, dopo che l’Agente-3.5 inventa il motore a curvatura e si impossessa dell’Agente-4 sottraendolo agli alieni su Alpha Centauri” (1). Così Gary Marcus, professore emerito alla New York University noto per la sua attività di ricerca sull’intersezione tra psicologia cognitiva, neuroscienze e intelligenza artificiale, definisce – non senza divertirsi – il documento AI 2027 (2), scritto a dieci mani e pubblicato nell’aprile 2025 da Daniel Kokotajlo, ricercatore presso OpenAI dal 2022 al 2024. E in effetti, è difficile non apprezzare l’ironia di Marcus, così come dargli torto.
AI 2027 si configura come un’ipotesi sull’avanzamento dell’AI da qui al 2035. In sintesi, prevede lo sviluppo di una intelligenza artificiale generale (AGI) entro il 2027…
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