Dal Catch and Revoke dell’ICE statunitense alle torri di sorveglianza autonoma lungo il confine con il Messico, dall’iBorderCtrl per le frontiere dell’Unione Europea al Brain-Computer Interface della guerra cognitiva: lo sviluppo tecnologico non supera la barbarie del passato ma le attribuisce nuove forme
“Nel XVII e XVIII secolo, l’Anticristo sarebbe stato un Dr. Stranamore, uno scienziato dedito a una sorte di scienza malvagia e folle. Nel XXI secolo, l’Anticristo è un luddista che vuole fermare la scienza.” Peter Thiel (1)
In un articolo pubblicato su The Washington Post nel giugno 2024 (2), Alex Karp – cofondatore e CEO di Palantir Technologies – e Nicholas W. Zamiska – responsabile degli affari istituzionali e consulente legale dell’ufficio dell’amministrazione di Palantir – paragonano l’era atomica a quella attuale dominata dall’intelligenza artificiale. Quando il 16 luglio 1945 un gruppo di scienziati e di governatori si riunì in una desolata distesa di sabbia nel deserto del New Mexico per assistere al primo test nucleare della storia dell’umanità, “J. Robert Oppenheimer rifletté sulla possibilità che questo potere distruttivo potesse in qualche modo contribuire a una pace duratura”. La speranza di Oppenheimer richiama quella di Alfred Nobel che, dopo aver visto l’utilizzo della dinamite nella fabbricazione delle bombe, dichiara: “L’unica cosa che impedirà alle nazioni di iniziare una guerra è il terrore”. Karp e Zamiska ricordano però che “l’era atomica potrebbe presto volgere al termine. Questo è il secolo del software; le guerre del futuro saranno dominate dall’intelligenza artificiale, il cui sviluppo procede a un ritmo molto più rapido rispetto a quello delle armi convenzionali”. L’accostamento tra le potenzialità dell’atomica e quelle dell’AI permette di immaginare un nuovo Progetto Manhattan volto non più a costruire una bomba ma a sviluppare un’intelligenza artificiale funzionale alla difesa…
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