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Home Politica Guerra

MIT. Science for Genocide

Rivista Paginauno by Rivista Paginauno
5 Marzo 2025
in Guerra, Nuove Tecnologie
0
MIT. Science for Genocide

Photo by Emad El Byed on Unsplash

  • (Paginauno n. 90, marzo – aprile 2025)

I rapporti, i finanziamenti, le ricerche e le collaborazioni dell’università statunitense con il Ministero della Difesa israeliano: gli studenti del MIT accedono al database interno all’istituto e denunciano i progetti che sviluppano armamenti

A marzo e ad aprile 2024, con la più alta affluenza registrata nella storia del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, “il corpo studentesco ha ratificato due referendum per porre fine ai legami del MIT con i crimini israeliani contro l’umanità: un voto favorevole del 63,7% nella MIT Undergraduate Association e un voto favorevole del 70,5% nella Graduate Student Union, con ampio sostegno da parte di docenti e personale. Ha fatto seguito, nel dicembre 2024, una risoluzione nel Graduate Student Council per porre fine a tutte le sponsorizzazioni di ricerca da parte del Ministero della Difesa israeliano”. Nulla però si è mosso dentro l’istituzione universitaria statunitense. A dicembre la MIT Coalition for Palestine – un movimento che rappresenta 19 gruppi di studenti e docenti del campus “che si oppone al colonialismo, all’occupazione e all’apartheid in Palestina e ovunque nel mondo” – diffonde il rapporto MIT. Science for Genocide, che pubblichiamo qui in estratto (*). Utilizzando il software di monitoraggio delle sovvenzioni interno all’università, gli studenti sono riusciti ad avere tutti i dettagli dei progetti del MIT che, dal 2015, hanno ricevuto 3,7 milioni di dollari di finanziamento da parte del Ministero della Difesa israeliano; fondi forniti anche dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Ricerche volte a sviluppare algoritmi per consentire a sciami di droni di inseguire gli obiettivi in fuga, a migliorare la tecnologia di sorveglianza subacquea e a supportare gli aerei nel rilevamento di missili. Una cifra esigua – appena lo 0,05% della sponsorizzazione totale della ricerca del MIT del 2024 – come riconoscono gli stessi studenti. Ma non è questo il punto e non è solo questo il dato. Innanzitutto, quello di Israele “è l’unico esercito straniero a sponsorizzare la ricerca del MIT”. In seconda battuta, ai 3,7 milioni vanno aggiunti tutti i finanziamenti e le collaborazioni del MIT con Elbit Systems – che fornisce l’85% dei droni killer di Israele – Maersk – la più grande compagnia di spedizioni al mondo, che ha inviato milioni di libbre di merci militari in Israele dall’inizio della guerra a Gaza – Lockheed Martin – che ha venduto miliardi di dollari di armi a Israele – Caterpillar – che produce per Israele i famigerati bulldozer blindati D9, usati per demolire case, terreni agricoli e infrastrutture civili in Palestina –; e poi Raytheon, Boeing, Aurora Flight Sciences, Google, Amazon… imprese che fornendo beni, armi o servizi a Israele supportano attivamente l’occupazione dei Territori Palestinesi Occupati e la guerra a Gaza e in Cisgiordania. Infine, il regolamento del MIT stesso impone di rompere le collaborazioni con imprese se esistono “prove credibili che le attività dell’azienda stanno contribuendo alla soppressione dei diritti umani”. In risposta alla pubblicazione dei dati, il MIT ha bloccato l’accesso al sistema interno di gestione delle sponsorizzazioni.

Il Massachusetts Institute of Technology è storicamente legato al Pentagono; “il suo posto nel complesso militare-industriale degli Stati Uniti è ampiamente documentato” si legge nel Report: “In media, circa il 60% delle entrate del MIT proviene dal governo federale e il 17,4% dal Dipartimento della Difesa”. L’attuale situazione non rappresenta dunque una novità, e lo sappiamo. Ma questo Report, rendendo pubblici i dettagli, permette a tale collaborazione di uscire dall’astrazione e contestualmente pone al centro, ancora una volta, la questione del ruolo delle università nella ricerca militare.

Sintesi

Il Massachusetts Institute of Technology (MIT) contribuisce al genocidio di Gaza e al colonialismo sionista in Palestina in almeno due modi distinti. In primo luogo, i laboratori del MIT nel campus conducono ricerche su armi e sorveglianza sponsorizzate direttamente dall’esercito israeliano. Almeno dal 2015, i laboratori hanno ricevuto milioni di dollari dal Ministero della Difesa israeliano, destinati a progetti volti a sviluppare algoritmi che aiutino gli sciami di droni a inseguire meglio gli obiettivi in fuga; a migliorare la tecnologia di sorveglianza subacquea; e a supportare gli aerei militari nell’elusione dei missili. Dal 7 ottobre 2023 due di queste sponsorizzazioni sono state rinnovate, mentre una è scaduta a dicembre 2024. In secondo luogo, il MIT mantiene collaborazioni istituzionali, attraverso i programmi ILP, LGO, CSAIL e MIT Energy Initiative, con aziende che vendono grandi quantità di armi a Israele. Tra queste figurano Elbit Systems, il maggiore appaltatore militare di Israele, nonché Maersk, Lockheed Martin e Caterpillar. Queste collaborazioni garantiscono ai profittatori del genocidio un accesso privilegiato al talento e alle competenze del MIT. […]

Questo primer di ricerca è organizzato come segue. La parte 1.1 (Genocidio di Gaza) spiega in dettaglio perché il conflitto israeliano a Gaza iniziato il 7 ottobre 2023 non è solo una guerra o una serie di crimini di guerra, ma è una campagna organizzata di genocidio nell’intento e nell’effetto. La parte 1.2 (Nakba e colonialismo dei coloni) colloca questo progetto genocida nel contesto storico del sionismo, mentre la parte 1.3 (Economia politica di un genocidio) esamina come tali progetti si basino in modo schiacciante sulla finanza pubblica americana, sulle armi, sulla protezione dello Stato, sul capitale privato e sulla filantropia. L’ultima parte di questa sezione (Ruolo delle università) descrive in dettaglio il ruolo generale degli istituti di istruzione superiore nel consentire, ma anche nel contrastare, questi crimini.

La parte 2.1 esamina quindi come viene condotta la ricerca scientifica al MIT e il ruolo generale dei finanziamenti al MIT del Ministero della Difesa israeliano. La parte 2.2 esamina i progetti di ricerca specifici e i Principal Investigators (Pls) che si basano sui finanziamenti militari israeliani, mentre la parte 2.3 valuta criticamente chi trae vantaggio da questa ricerca. La parte 3 e le sue sottosezioni esaminano quindi in dettaglio le collaborazioni del MIT con i produttori di armi che aiutano e favoriscono i crimini dello Stato israeliano, in particolare Elbit Systems, Maersk, Caterpillar Inc. e Lockheed Martin. La parte 4.1 presenta le richieste della MIT Coalition for Palestine dall’autunno del 2023 e la risposta repressiva dell’istituto. La parte 4.2 spiega le specifiche politiche del MIT che il MIT ha infranto per preservare questi legami. La parte 4.3 presenta il precedente del MIT nell’aver tagliato i legami con gli autori di violazioni dei diritti umani. La Parte 5 descrive poi le azioni immediate che le autorità del MIT devono intraprendere: il Presidente, il Tesoriere, il Cancelliere, il Prevosto, la Corporazione, gli uffici inferiori, nonché la facoltà e gli studenti del MIT. La Parte 6 conclude. […]

Sezione 1.3 Economia politica di un genocidio

A prima vista, il genocidio a Gaza potrebbe sembrare condotto principalmente dalla coalizione di governo del Likud, senza il coinvolgimento diretto degli Stati Uniti o di istituzioni educative come il MIT. Le truppe israeliane sono composte in larga maggioranza da cittadini israeliani. Gli israeliani hanno una base militare industriale sviluppata (aziende come Elbit Systems, Taas, IAI e Rafael) e i ricchi mercati dei capitali israeliani consentono alla coalizione di governo di finanziare a livello locale la maggior parte dei suoi progetti violenti: per il 2024, circa il 70% dei 60 miliardi di dollari emessi dallo Stato in obbligazioni è stato venduto sui mercati nazionali israeliani e denominato in New Israeli Shekel (NIS). Grazie all’elevata domanda da parte delle banche locali, il governo di coalizione non corre alcun rischio di insolvenza e non deve pagare alti tassi di interesse sui propri bond. La sua banca centrale può offrire obbligazioni competitive rispetto ai buoni del Tesoro emessi dal Tesoro degli Stati Uniti. Le riserve di valuta estera detenute presso la Banca d’Israele hanno raggiunto i 200 miliardi di dollari a gennaio 2024, stabilizzando ulteriormente il quadro macroeconomico dell’economia di guerra. Il principale partner commerciale di Israele non sono gli Stati Uniti, bensì l’Unione europea, e alleati esterni come India e Nepal sono disponibili a fornire eserciti di riserva di manodopera per sostituire i palestinesi.

La realtà è che infliggere violenza di proporzioni genocide richiede volumi di munizioni ben oltre ciò che la base industriale israeliana è in grado di produrre localmente. Inoltre, Israele non può distruggere Gaza e il Libano impunemente senza una sostanziale copertura diplomatica e militare fornita da una superpotenza come gli Stati Uniti, né può provvedere a se stesso finanziariamente senza sostanziali investimenti e tecnologie americani. Quindi la capacità dello Stato israeliano di dichiarare impunemente guerra alla Palestina deriva dal sostegno di cui gode da parte di una costellazione di attori pubblici e privati statunitensi. Le radici di questo sostegno sono molteplici, ma includono elettori cristiani ed ebrei, numericamente significativi, che credono nell’ideologia sionista; logiche di finanziamento delle campagne politiche di fatto deregolamentate; una potente lobby pro-Israele (CUFI, AIPAC, ALEC ecc.); un pregiudizio pro-Israele misurabile nei media; e una geografia elettorale e un terreno istituzionale contro-maggioritari che danno un significativo potere di veto ai sostenitori di Israele, e inclinano il sistema dei partiti verso gli interessi di circoscrizioni più ricche, più bianche, più anziane e più rurali.

Governo federale e militare degli Stati Uniti

I flussi del governo federale nello Stato di Israele sono sostanziali. L’anno scorso, gli Stati Uniti hanno speso 22,76 miliardi di dollari in aiuti militari, finanziando circa il 70% dei costi di guerra di Israele. In termini relativi, la sovvenzione annuale standard inviata a Israele dal programma Foreign Military Financing (FMF) degli Stati Uniti – 3,3 miliardi di dollari all’anno a partire dall’amministrazione Obama – copre in genere il 15% delle spese di difesa di Israele. Queste sovvenzioni sono pagate dalle entrate dei contribuenti statunitensi, o da debiti sovrani che alla fine saranno pagati dai contribuenti statunitensi. Con le spese di guerra di Israele destinate ad aumentare di quasi 15 miliardi di dollari nel 2024, la linea di sovvenzione del governo federale degli Stati Uniti è stata notevolmente aumentata. Il National Security Act del 2024, divenuto legge in aprile 2024, ha indirizzato ben 13 miliardi di dollari nel conto fruttifero di Israele presso la Federal Reserve. Di questa somma, 5,2 miliardi sono stati destinati al rifornimento dei sistemi missilistici Iron Dome, Iron Beam e David’s Sling, 4,4 miliardi al rifornimento delle scorte di munizioni esaurite e 3,5 miliardi ai sistemi di armi avanzate. Per mettere le cose in prospettiva, Israele è di gran lunga il più grande beneficiario cumulativo di aiuti statunitensi al mondo, e vengono forniti alle condizioni più generose al mondo. La riserva di armi degli Stati Uniti in Israele, WRSA-I, è la più grande riserva americana d’oltremare del suo genere, a livello mondiale.

Queste spese accompagnano una significativa mobilitazione di risorse militari e diplomatiche statunitensi per favorire il genocidio di Gaza. Per proteggere Israele mentre distrugge Gaza, il Pentagono schiera ripetutamente portaerei, sottomarini a propulsione nucleare, flotte di jet da combattimento e cacciatorpediniere navali nel Mediterraneo orientale.

Cinquecento aerei da trasporto militari statunitensi e 107 navi hanno consegnato più di 50.000 tonnellate di armamenti e attrezzature militari a Israele nei primi dieci mesi di guerra, con una media di quasi due spedizioni di armi al giorno. L’esercito statunitense utilizza i propri missili intercettori THAAD per isolare Israele dagli attacchi regionali che potrebbero scoraggiare l’aggressione israeliana. Le forze speciali statunitensi, gli ufficiali della logistica, i consiglieri, le spie e i mercenari addestrati dalla CIA aiutano le operazioni di combattimento israeliane. I diplomatici statunitensi pongono ripetutamente il veto alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSC) che chiedono un cessate il fuoco, tentano di far licenziare i funzionari delle Nazioni Unite per aver documentato i crimini israeliani, mentono al Congresso sulle politiche di fame israeliane e minano gli sforzi di organismi internazionali come la Corte penale internazionale per ritenere responsabile il governo Netanyahu.

Commercio di armi

Senza il flusso incessante di proiettili di artiglieria, missili e testate forniti da Stati Uniti e Germania, le attuali campagne su Gaza e nel Libano meridionale si fermerebbero rapidamente. Le armi utilizzate per uccidere i palestinesi a Gaza sono statunitensi: mitragliatrici americane M16, bombe americane MK84 e MK82, jet da combattimento americani F-16, missili americani Hellfire, droni americani, fosforo bianco americano e proiettili di artiglieria e mortaio americani. Sono venduti a scopo di lucro da aziende di armi americane come Boeing, Lockheed Martin e General Dynamics e acquistati con l’aiuto di sovvenzioni di finanziamento militare statunitensi.

Molti di questi sistemi missilistici e di armi avanzati non sono interoperabili con sostituti russi o cinesi, e richiedono parti americane specifiche per funzionare. Inoltre Google Cloud, Amazon Web Services e Microsoft Azure forniscono alle forze e all’intelligence israeliane servizi di cloud computing, apprendimento automatico e intelligenza artificiale. Senza questi servizi cloud e la presunta condivisione di dati WhatsApp, i programmi di assassinio di massa di Israele guidati da Al Lavender e Gospel, si arenerebbero.

Con una consistente manodopera e componenti americane, Israele produce anche le proprie armi e i propri sistemi di sorveglianza, che vengono poi testati e perfezionati nel ‘laboratorio’ dei Territori Palestinesi Occupati. Questi prodotti, come la tecnologia di sorveglianza Pegasus della NSO o i droni assassini della Elbit, vengono venduti all’estero in oltre 130 Paesi, generando entrate e valuta estera. […]

Governo statale e locale

Il governo federale degli Stati Uniti non è il solo a iniettare finanziamenti nelle casse dello Stato partner. Anche i governi statali, delle contee e persino municipali degli Stati Uniti aprono il libretto degli assegni per Israele. Questo canale di finanziamento è supervisionato dalla Development Corporation for Israel, un’entità registrata negli Stati Uniti che funge da broker e sottoscrittore locale per il Ministero delle Finanze israeliano. Dal 1951, la Development Corporation for Israel ha emesso i cosiddetti “Israel Bond” sul mercato statunitense. Questi strumenti di debito, denominati in dollari USA e designati per fornire supporto al bilancio generale, rappresentano in genere il 12-15% del debito estero totale di Israele. In quanto tali, costituiscono una fonte sostanziale di credito e valuta forte per lo Stato dell’apartheid. Influenzate da interessi particolari e istituzionali, le istituzioni pubbliche locali stanno investendo somme significative nelle iniziative genocide di Israele, attuali e future.

Dal 7 ottobre 2023, la Development Corporation of Israel ha aumentato notevolmente la vendita di obbligazioni israeliane, in parte rafforzando le sue partnership con un’organizzazione di lobby di destra chiamata American Legislative Exchange Council (ALEC). Negli ultimi due decenni, l’ALEC è stata una forza influente dietro le quinte nella politica americana. In genere, redige bozze di legge su argomenti che vanno dall’aborto al movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni, e poi diffonde i modelli legislativi agli alleati nelle sedi di governo statali, dove vengono approvati e diventano legge. Unendosi alla causa di Israele questo autunno, l’ALEC ha diversificato le sue operazioni mobilitando la sua State Financial Officers Foundation per spingere i fondi pensione pubblici, e i dipartimenti del Tesoro statali e municipali, ad acquistare obbligazioni israeliane. I frutti di questo lavoro sono sbalorditivi: 1,7 miliardi di dollari in acquisti di obbligazioni in soli sei mesi.

Molti dipartimenti di polizia locali e statali negli Stati Uniti spendono per Israele anche ingenti somme di denaro dei contribuenti americani. Migliaia di agenti di polizia, provenienti da almeno dodici Stati, tra cui il Massachusetts e le principali aree metropolitane (tra cui Boston, Cambridge, New York e Atlanta PD), si sono recati in Israele per l’addestramento; là ricevono istruzioni sulla sorveglianza di massa, la profilazione razziale e la soppressione delle proteste e del dissenso. Nelle parole dell’ex soldato dell’IDF Eran Efrati, i delegati della polizia statunitense assistono a “dimostrazioni dal vivo di violenza repressiva in tempo reale, in proteste in Cisgiordania, pattugliamenti a Gerusalemme Est e visite al confine di Gaza”.

Dal 2002, l’Anti-Defamation League, il Project Interchange dell’American Jewish Committee e il Jewish Institute for National Security Affairs hanno pagato i capi della polizia per addestrarsi in Israele e nei Territori Palestinesi Occupati. Tra questi visitatori c’è il capo della polizia del MIT John Difava. I dipartimenti di polizia americani, insieme alla CIA, all’FBI e all’ICE, acquistano anche prodotti di sorveglianza dall’industria delle armi israeliana e scambiano informazioni di intelligence sugli attivisti.

Capitale privato e tecnologia

La guerra di Israele a Gaza e il mantenimento dell’economia dell’apartheid si basano su un ampio sostegno da parte del capitale privato americano. Gli investitori di capitale di rischio di Tel Aviv raccolgono praticamente tutti i loro finanziamenti (75-80%) sui mercati dei capitali degli Stati Uniti. Subito dopo l’invasione di Gaza, anche le banche americane hanno organizzato vendite di obbligazioni private per conto dello Stato israeliano, i cui rendimenti non sono stati resi pubblici. Nel marzo 2024, Bank of America e Goldman Sachs insieme a Deutsche Bank e BNP Paribas hanno agito come sottoscrittori per la prima vendita di obbligazioni internazionali di Israele dopo il 7 ottobre. Questi finanziatori hanno incoraggiato la domanda degli investitori da tutto il mondo, a un livello tale da rendere la vendita di obbligazioni la più grande nella storia di Israele: 8 miliardi di dollari venduti in un solo giorno.

Le aziende tecnologiche americane hanno investito capitale in Israele, nonostante l’impegno dello Stato nel genocidio. Nel corso del 2023, Nvidia, leader mondiale con sede a Santa Clara nella produzione di chip e nell’informatica basata sull’intelligenza artificiale, ha investito grandi somme di denaro in acquisizioni di aziende israeliane. A dicembre, grazie a una massiccia sovvenzione di 3,2 miliardi di dollari e a un’aliquota fiscale fortemente ridotta (7,5% anziché 23%), Intel, il più grande datore di lavoro privato in Israele, ha accettato di costruire un nuovo stabilimento per semiconduttori. Un mese dopo, Palantir Technologies, l’azienda di servizi software fondata dai miliardari di destra Peter Thiel e Alex Karp, ha annunciato una nuova partnership strategica di intelligenza artificiale con il Ministero della Difesa israeliano per “sfruttare la tecnologia avanzata di Palantir a supporto delle missioni legate alla guerra”. Google e Amazon forniscono in modo simile alle forze israeliane la capacità di archiviare, elaborare e analizzare dati, tra cui riconoscimento facciale, riconoscimento delle emozioni, dati biometrici e demografici in quello che è noto come Progetto Nimbus.

Lo Stato e l’economia israeliani ricevono un significativo sostegno anche dalle fondazioni filantropiche statunitensi, che sono supportate e incoraggiate dalla legge fiscale statunitense. Israele continua a ricevere più di 3 miliardi di dollari ogni anno da donatori esteri: la maggior parte di questa filantropia è americana. Alcuni di questi fondi vengono convogliati in ONG israeliane pro-coloni come Regavim e Amana, trasferimenti che il Dipartimento del Tesoro statunitense consente nonostante le sanzioni britanniche e canadesi. Le vendite immobiliari dei Territori Palestinesi Occupati si svolgono talvolta in sinagoghe e chiese statunitensi esenti da tasse. Le organizzazioni non profit che supportano gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania e nella Gerusalemme Est occupata godono dello status di esenzione fiscale 501(c)(3) statunitense, e i contribuenti americani possono detrarre fiscalmente le proprie donazioni a tali gruppi.

Tra questi rientrano l’Agenzia ebraica, il Fondo nazionale ebraico, HaYovel, AIEF, Friends of the IDF e la Ne’eman Foundation. Organizzazioni di beneficenza e gruppi universitari come Hillel, Birthright, StandWithUs e Chabad si impegnano, su richiesta del governo israeliano, in un’esplicita difesa dei coloni e delle IDF. Senza questo ecosistema filantropico, lo Stato dell’apartheid affronterebbe una pressione significativamente maggiore.

Ruolo delle Università

Le università hanno un ruolo importante nel porre fine al sostegno degli Stati Uniti a Israele, e di conseguenza alla stessa apartheid israeliana. Nell’anno fiscale 2023, la capitalizzazione totale delle dotazioni universitarie statunitensi è stata di circa 840 miliardi di dollari, e questo le rende importanti investitori istituzionali nell’economia capitalista. Parametrato alle dimensioni della sua popolazione nazionale, Israele invia una percentuale maggiore dei suoi ricercatori accademici negli Stati Uniti rispetto a qualsiasi altro Paese, e il governo israeliano e le istituzioni accademiche godono di collaborazioni profonde e prestigiose con le università americane. Le università sono […] istituzioni quasi sovrane, poiché godono di un margine di giurisdizione sui propri affari interni. Le università statunitensi hanno utilizzato questa quasi sovranità per trarre profitto dal genocidio e collaborare con il governo israeliano.

È una scelta istituzionale e può essere annullata. In Irlanda, Spagna, Belgio, Finlandia e Norvegia, alcune università si sono già impegnate a disinvestire dall’occupazione israeliana. […] anche l’Union Theological Seminary e l’Evergreen State College negli Stati Uniti hanno annunciato decisioni per sostenere la vita palestinese. Eppure, come esemplificato dal MIT, la maggior parte delle istituzioni americane di istruzione superiore sono complici del regime di apartheid israeliano, nonostante sposino ipocritamente impegni pubblici per l’uguaglianza, l’etica scientifica, il pensiero critico e la prosperità umana. […]

Sezione 2. Ricerca scientifica del MIT per il genocidio

Dal 2015, il Ministero della Difesa di Israele (ImoD) (ID sponsor #001134) ha sponsorizzato oltre 3,7 milioni di dollari per progetti di ricerca del MIT. L’avvio della sponsorizzazione risale però almeno al 2008. La quantità di denaro è esigua: costituisce appena lo 0,05% della sponsorizzazione totale della ricerca del MIT del 2024. In ciascuno dei laboratori attualmente sponsorizzati, queste sovvenzioni comprendono in media solo il 2% del budget totale, che include altre fonti di finanziamento per molti progetti quasi identici. Si tratta tuttavia di una questione che riguarda i principi del Massachusetts Institute of Technology: Israele è l’unico esercito straniero a sponsorizzare la ricerca del MIT.

Questi fondi supportano progetti con applicazioni militari. Alcuni creano algoritmi ideali per insegnare a piccoli veicoli senza pilota, tra cui i droni, a perseguire obiettivi con maggiore autonomia; altri migliorano la sorveglianza subacquea o aiutano gli aerei militari a eludere e rilevare i missili. I laboratori del MIT coinvolti includono il Laboratory for Information & Decision Systems (LIDS), il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL) e il Research Laboratory of Electronics (RLE).

2.1 Come funziona la sponsorizzazione della ricerca del MIT

La ricerca sponsorizzata al MIT è una ricerca sponsorizzata o finanziata da un’organizzazione esterna. È in genere condotta da docenti e ricercatori principali (Pls) nei loro laboratori e gruppi di ricerca. Si presenta in tre diverse tipologie: sovvenzioni federali, contratti federali e accordi non federali. Attraverso la sponsorizzazione, entità straniere come il Ministero della Difesa israeliano hanno il diritto dichiarato di “modellare la direzione e gli obiettivi” della ricerca, nonché i “diritti di utilizzare i risultati della ricerca”.

La ricerca sponsorizzata dall’IMoD è inclusa nelle categorie degli accordi non federali e delle sovvenzioni federali. Nel caso dei primi, i laboratori del MIT stipulano un accordo non federale con industrie, agenzie o ministeri stranieri come l’IMoD e con altre istituzioni di ricerca senza scopo di lucro: i fondi vengono utilizzati per fornire attrezzature e risorse computazionali per progetti attivi, nonché budget di viaggio e reddito per ricercatori come post-doc, laureati o Pls.

I progetti di ricerca condividono però reti di finanziamento complesse e sovrapposte e un progetto può coinvolgere più agenzie militari. Per esempio, la ricerca del MIT sulla magnetometria quantistica a fibra, ospitata nel Research Laboratory of Electronics (RLE), è sponsorizzata dall’aeronautica militare statunitense, dall’esercito statunitense e dalla National Science Foundation, nonché dall’IMoD. Queste fonti di finanziamento sono riconosciute in modo incoerente nelle pubblicazioni o nei risultati dei progetti di ricerca. Per questo motivo, il team di ricerca MIT Grads for Palestine ha raccolto per la prima volta informazioni sui progetti IMoD nell’autunno del 2023 da Kuali Coeus, un sistema interno di gestione dei premi dalla culla alla tomba disponibile per le affiliate del MIT, che tiene traccia delle informazioni sulla sponsorizzazione della ricerca. Tuttavia, l’accesso generale al sistema è stato limitato dopo che la Coalition Against Apartheid (CAA) ha pubblicato questi risultati.

Le informazioni su IMoD-supported possono essere trovate anche nelle appendici “Brown Books” del MIT, disponibili per l’anno fiscale 2015-2023, che forniscono lo sponsor, gli ID del progetto, i nomi dei Pls, l’importo totale autorizzato e l’importo totale speso per i progetti nell’anno in questione. Ancora più indietro nel tempo ci sono gli Uniform Guidance Audit Reports (A-133) per l’anno fiscale 2006-2022, disponibili al pubblico. In questi file, il Ministero della Difesa di Israele (Sponsor ID #001134) è generalmente elencato come sponsor diretto o semplicemente “sponsor” con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (DoD) o con la Defense Advanced Research Projects Agency (DARPA), elencati come sponsor primario o principale. Per i ricercatori principali Paul Lagace e David Simc hi-Levi, IMoD è elencato sia come sponsor diretto che primario. Come definito nel glossario dei termini del Brown Book del 2023, lo sponsor primario/principale è “l’entità originale che fornisce fondi per una ricerca sponsorizzata”, mentre lo sponsor diretto è sinonimo in alcuni archivi dell’istituto di “entità pass-through” prossima.

In altre parole, i progetti del MIT ricevono un finanziamento dal Ministero della Difesa di Israele (sponsor diretto), che a sua volta è finanziato dal Dipartimento della Difesa statunitense (sponsor principale).

Questa circolarità evidenzia come i finanziamenti federali degli Stati Uniti al governo israeliano ritornino al MIT per il beneficio finale dell’Occupazione israeliana. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti fornisce al governo di Israele sovvenzioni per finanziamenti militari esteri, e sottoscrive le sue sponsorizzazioni presso università statunitensi come il MIT. Da parte sua, il Ministero israeliano sceglie quali progetti sponsorizzare, o utilizza i fondi del DoD per supportare i borsisti post-dottorato israeliani nell’unirsi ai laboratori del MIT, per progetti specifici di interesse per i loro obiettivi di ricerca militare.

I fondi possono provenire anche direttamente dal governo israeliano come sponsor diretto. In Kuali Coeus, l’IMoD è elencato come nome dello sponsor per questi progetti, al contrario del Dipartimento della Difesa USA, e il tipo di sponsor corrispondente è elencato come “Governo federale straniero”. L’IMoD beneficia quindi dell’accesso ai risultati della ricerca come sponsor.

Potrebbe essere possibile per il MIT o il DoD riprogrammare il canale di finanziamento sotto un diverso ministero del governo israeliano, come quello dell’Energia; questo eluderebbe il problema della responsabilità, ma contribuirebbe comunque a migliorare la reputazione del governo israeliano.

Per esempio, nel 2019 il MIT si è scusato pubblicamente perché accettando le donazioni dell’abusatore sessuale di minori Jeffrey Epstein, ha migliorato la reputazione di quest’ultimo. I legami di ricerca del MIT con il governo israeliano contribuiscono in modo simile a elevare la reputazione di Israele, nonostante i suoi continui crimini contro l’umanità. Il MIT attualmente sottopone a una revisione del rischio elevato i progetti finanziati da persone o entità in Arabia Saudita, Cina e Russia: in parte a causa delle preoccupazioni che tali progetti potrebbero “legittimare indirettamente violazioni dei diritti politici, umani o civili in quel Paese” o “saranno utilizzati in modi che violerebbero i diritti politici, umani o civili in un Paese straniero”. Perché il MIT dovrebbe impegnarsi in sponsorizzazioni di ricerca con il governo israeliano, data la portata delle sue violazioni dei diritti umani in Palestina?

2.2 Finanziamenti militari israeliani per laboratorio

La tabella 1 (a pag. 69) fornisce una ripartizione dei finanziamenti IMoD spesi e assegnati per ricercatore principale (PI), dipartimento e progetto.

Tabella 1

A titolo di esempio, le voci del 2024 sono elencate nella tabella 2 (a pagg. 70 e 71) con informazioni più dettagliate. Come si vede, solo una parte del budget cumulativo per questi progetti (indicato nella colonna “Auth Total”), attualmente pari a 2,2 milioni di dollari, viene speso ogni anno, con le spese elencate nella colonna “FYTD Amount”.

Tabella 2

I 10 Pls implicati sono distribuiti in sei dipartimenti: Ingegneria elettrica e informatica, Fisica, Aeronautica e astronautica, Ingegneria biologica, Scienza e ingegneria dei materiali (DMSE) e Ingegneria civile e ambientale. I laboratori e i centri includono il Research Laboratory of Electronics (RLE), il Laboratory for Information & Decision Systems (LIDS) e il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory (CSAIL).

Tabella 2

2.3 Chi ne trae vantaggio?

Questi progetti hanno evidenti applicazioni militari. LIDS e alcune ricerche EECS si concentrano sugli sciami di veicoli aerei senza pilota. Il progetto WiSwarm di Eytan Modiano e Sertac Karaman (attivo confermato: 2022-2023 e recentemente rinnovato) fornisce un protocollo per reti wireless che coinvolge molti UAV, che comunicano con un computer “centrale” per coordinare il movimento collettivo e non confondere i segnali. Il progetto di Karaman si focalizza sull’inseguimento del bersaglio con informazioni fornite da “ping” da sensori a terra, per migliorare gli inseguimenti senza intervento umano. Il progetto di Karaman per sviluppare algoritmi per il monitoraggio persistente subacqueo e l’attracco subacqueo autonomo (attivo confermato: 2013-2023) è utile per sorvegliare il blocco marittimo di Gaza e monitorare la congestione urbana.

La ricerca di Daniela Rus si concentra sul coordinamento di sciami in presenza di bersagli in movimento, in particolare umani. La “sorveglianza” è citata come applicazione. Il suo progetto Coreset Compression Algorithms sviluppa algoritmi di IA per applicazioni come “sistemi di osservazione su scala cittadina”. Progetti passati hanno suggerito applicazioni a “sorveglianza e vigilanza”. Questi algoritmi leggeri sono ideali per insegnare a piccoli veicoli senza pilota, inclusi i droni, a tracciare e inseguire bersagli con maggiore autonomia. Le applicazioni militari per queste tecnologie includono bombardamenti aerei con droni, sorveglianza di proteste, inseguimento di bersagli in fuga e utilizzo di gas lacrimogeni durante le demolizioni di case.

L’esercito israeliano ha usato questi “stormi” di droni armati per dare la caccia agli obiettivi in fuga a Gaza e dirigere gli attacchi aerei. Sciami di quadricotteri israeliani armati attirano le persone fuori dalle loro case, riproducendo suoni di donne e bambini in difficoltà, e poi gli sparano.

Anche il lavoro di RLE, ingegneria biologica e fisica al MIT contribuisce alla violenza israeliana. Il progetto Terahertz Quantum-Cascade Lasers and Imaging di Qing Hu (attivo confermato: 2013-2018) utilizza laser basati su semiconduttori come sorgente di luce per sistemi di imaging in tempo reale. I suoi potenziali utilizzi includono sistemi antimissile chiamati DIRCM per aiutare gli aerei a eludere i missili, nonché imaging radar e scansione di profondità. Gli appaltatori della difesa israeliani traggono profitto dalla ricerca DIRCM. Il progetto High Fidelity Qubits and Readout di William Oliver sviluppa il calcolo quantistico per applicazioni algoritmiche. I casi di utilizzo militare includono il rilevamento a microonde e il cronometraggio accurato per la navigazione senza GPS. In effetti, il calcolo quantistico è un settore che il complesso militare-industriale israeliano è desideroso di sviluppare. Yoel Fink lavora sul rilevamento di campi di radiofrequenza basato su fibra ottica, campi utilizzati per il monitoraggio radio, la sorveglianza, la ricognizione e la guerra elettronica. Christopher Voigt sviluppa biosensori come reporter iperspettrali per rilevare le condizioni ambientali. I casi di utilizzo militare includono la previsione della corrosione su veicoli militari, la sorveglianza di obiettivi, il rilevamento di minacce biologiche e di mine terrestri interrate.

A chi serve questa ricerca? I funzionari del MIT come il Provost e il Cancelliere affermano che tali progetti non sono classificati, che sono “ricerca fondamentale” e liberamente accessibili agli investigatori ovunque e non in un Paese specifico. Tuttavia, questo maschera il fatto che la ricerca commissionata dall’esercito tende a supportare particolari obiettivi militari. Gli studiosi hanno documentato in modo esaustivo come la ricerca accademica sponsorizzata dall’industria tenda a orientare le borse di studio a favore di zucchero, piombo, tabacco, prodotti farmaceutici e combustibili fossili. Lo stesso vale per l’esercito. In Palestina, l’occupazione israeliana testa regolarmente nuove tecnologie sui civili nel ‘laboratorio’ di Gaza, producendo l’etichetta “testato in battaglia”. Sponsorizzando la ricerca di guerra su queste tecnologie, l’esercito israeliano trae vantaggio dal suo rapporto con il MIT, il “Pentagono sul Charles” (1). […]

Sezione 3. Collaborazioni del MIT con i contractor militari israeliani

Il posto del MIT nel complesso militare-industriale degli Stati Uniti è ampiamente documentato. I partner tradizionali includono RTX (Raytheon), Draper Laboratory, BAE Systems, Northrop Grumman e Boeing. In media, circa il 60% delle entrate del MIT proviene dal governo federale e il 17,4% dal Dipartimento della Difesa. Il MIT dà anche priorità alle collaborazioni istituzionali con aziende che vendono e trasportano armi in Israele a scopo di lucro. Queste collaborazioni legittimano l’abuso dei diritti politici, umani e civili in Palestina. Reclutano anche docenti e studenti del MIT in attività militaristiche e orientano i programmi di ricerca scientifica verso applicazioni belligeranti anziché di affermazione della vita. Quello che segue è un elenco non esaustivo di tali appaltatori militari israeliani, che la MIT Coalition for Palestine ha trovato particolarmente eclatanti nell’ampiezza del loro sostegno all’apartheid israeliano e al colonialismo di insediamento.

Elbit Systems

Elbit Systems Ltd. è il più grande appaltatore militare di Israele: fornisce l’85% dell’arsenale di droni killer dell’esercito israeliano e supporta lo Stato di apartheid dei coloni di munizioni da mortaio, guerra elettronica, tecnologia di intelligence dei segnali, fosforo bianco, bombe a grappolo e proiettili a flechette. I droni Elbit Hermes 450 sono stati utilizzati nel massacro del World Central Kitchen del 2024 a Gaza e nell’omicidio di 164 bambini palestinesi, sempre a Gaza, nel 2014.

Le forze armate israeliane fanno sistematico affidamento sui macchinari Elbit per commettere massacri e sorvegliare i palestinesi segregati nella Gerusalemme Est occupata e in Cisgiordania. Elbit favorisce anche l’oppressione a livello globale. Per esempio, vende missili all’Azerbaijan da usare nella pulizia etnica dei cristiani armeni dall’Artsakh; fornisce all’esercito indiano droni da usare nell’occupazione del Kashmir, così come spyware al governo etiope per arrestare i dissidenti; produce tecnologia di sorveglianza per i confini tra Stati Uniti e Messico e tra Ue e Africa.

Nonostante le prove diffuse di un sostegno diretto e materiale alle violazioni dei diritti umani, Elbit è membro del MIT Industrial Liaison Program (ILP) dal 2017. Attraverso l’ILP, è in grado di monitorare gli sviluppi della ricerca, identificare le risorse di interesse, organizzare incontri faccia a faccia con la facoltà, fornire consulenza sulle opportunità di sponsorizzazione della ricerca e di licenza tecnologica e avvicinarsi alle startup collegate al MlT. Elbit ha anche partecipato al MIT ConnecTech, un programma Hillel che collega l’università alle startup israeliane, dimostrando il profondo impegno del MIT nei confronti del lavoro di Elbit. Nel 2021, Elbit Systems e KMC, la sussidiaria medica di Elbit, hanno annunciato l’apertura di un nuovo “centro di innovazione” a Central Square a Cambridge, al 130 Bishop Allen Drive. Il centro vantava un facile accesso ai laureati del MIT e di Harvard, nonché la speranza di crescere fino a occupare 60 ingegneri. Non è successo. A fine agosto 2024, in seguito a una campagna di pressione durata un anno da parte di attivisti della comunità di Boston, è stato annunciato che Elbit Systems aveva lasciato il suo ufficio. Tuttavia, gli scienziati preoccupati del MIT sanno che l’influenza di Elbit è ancora molto presente attraverso l’Industrial Liaison Program. È tempo che il MIT segua l’esempio e tagli i legami con Elbit. Ci sono precedenti per farlo.

Nel 2020, il MIT ha deciso di porre fine ai suoi impegni con Saudi Aramco nel 2020 a causa delle preoccupazioni per l’omicidio di Jamal Khashoggi. Nel 2009, il fondo pensione del governo norvegese ha disinvestito da Elbit Systems a causa del suo ruolo nella fornitura di tecnologia per il muro dell’apartheid di Israele, dichiarato illegale dalla Corte internazionale di giustizia. Nel 2018, HSBC ha disinvestito tutte le sue partecipazioni da Elbit Systems per la sua produzione di bombe a grappolo. Nell’ottobre 2024, Barclays Bank ha venduto la sua partecipazione in Elbit Systems, valutata oltre 3,4 milioni di dollari. Il regolamento del MIT consente di negare a qualsiasi impresa una relazione con l’università se esistono “prove credibili che le attività dell’azienda stanno contribuendo alla soppressione dei diritti umani”. È accaduto per lo Xinjiang e per le imprese che avevano una relazione diretta con le forze armate cinesi: qualsiasi preoccupazione coerente per i diritti umani estenderebbe tale principio alla Palestina.

Maersk

Maersk è la più grande compagnia di spedizioni al mondo. Da ottobre 2023 a giugno 2024 ha trasportato negli Stati Uniti oltre 300 milioni di dollari di componenti di armi destinati ai principali produttori di armamenti. Un quarto delle spedizioni identificate di componenti per Northrup Gruman, Woodward, Raytheon e Lockheed negli Stati Uniti arrivano su navi Maersk. Circa il 69% delle armi di Israele viene spedito dagli Stati Uniti. Oltre agli aerei cargo e alle navi militari USA, la stessa Maersk spedisce queste armi come parte del suo Voluntary Intermodal Sealift Agreement (VISA) e del Maritime Security Program (MSP) sottoscritti con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Maersk trasporta attivamente milioni di libbre di merci militari, tra cui centinaia di veicoli blindati e tattici e i loro componenti, destinate all’esercito israeliano per l’uso a Gaza.

Maersk ha una partnership con il MIT Center for Transportation & Logistics (CTL). Dal 2009, è uno dei partner di scambio della supply chain di CTL, il quale gli garantisce un accesso privilegiato e un networking con ricercatori CTL, logistica dei trasporti e simposi. Nel 2021, Maersk ha annunciato un “accordo storico” con CTL per approfondire il suo rapporto con ricercatori senior, come il direttore CTL Yossi Sheffi. Da allora, Maersk ha sponsorizzato numerosi documenti di ricerca al MIT incentrati sull’automazione del settore delle spedizioni, nonostante gli scioperi su larga scala operati dai lavoratori portuali contro tali politiche. Nel 2023, Maersk ha annunciato una collaborazione con il porto di Ashdod, affermando che la collaborazione “si basa su un precedente accordo di innovazione” con il MIT. Ashdod è uno dei tanti porti di Israele e si trova in una posizione unica accanto a Gaza. È definito “infrastruttura statale essenziale” dal governo israeliano e il 10% dei suoi lavoratori è reclutato direttamente dall’esercito israeliano. Il Ministero della Difesa israeliano ha confermato che a novembre sono state spedite dagli Stati Uniti al porto di Ashdod 2.500 tonnellate di armi.

Maersk ha quindi una relazione diretta con le forze armate israeliane: in quanto fornitore di sistemi, prodotti o servizi con applicazioni militari, supporta il flusso di armi utilizzate nell’omicidio di massa dei palestinesi. La scelta del MIT come prestigiosa istituzione di collaborare con Maersk “legittima le violazioni dei diritti politici, umani o civili” in Palestina, per riecheggiare il linguaggio del processo di revisione dei progetti ad alto rischio del MIT stesso.

In tali circostanze, il MIT deve immediatamente sospendere i suoi accordi con Maersk. […]

Lockheed Martin

Lockheed Martin è un produttore di armi globale che ha venduto diversi miliardi di dollari di armi allo Stato di apartheid di Israele. In particolare, Lockheed ha fornito al governo israeliano missili AGM-1149R9X Hellfire, aerei d’attacco F-16 e F-35 e artiglieria pesante utilizzati per distruggere la società palestinese a Gaza nell’ultimo anno: scuole, ospedali, università, luoghi sacri e infrastrutture vitali, uccidendo direttamente decine di migliaia di palestinesi ed espellendone milioni. Per esempio, i missili Hellfire di Lockheed sono stati usati per il massacro dell’ospedale Al-Shifa. Attraverso i suoi armamenti, Lockheed ha tratto profitto dalla guerra genocida a Gaza e ha ulteriormente consentito al governo di destra di Benjamin Netanyahu, un ex studente del MIT, di gestire campi di tortura a Sde Teiman e di imporre un regime di apartheid a Gerusalemme Est e in Cisgiordania.

Dal 2019, il MIT International Science and Technology Initiative Israel (MISTI-Israel) ha amministrato un Lockheed Martin Seed Fund per mettere in contatto studenti e ricercatori del MIT con i progetti della Lockheed in Israele. Finito sotto pressione, il MISTI-lsrael ha interrotto il fondo di finanziamento e il personale ha confermato per iscritto che il ciclo di finanziamento non verrà rinnovato. Il programma si è concluso dopo mesi di proteste, tra cui consegne di lettere, sit-in e una campagna di informazione pubblica. Il MIT ha affermato in modo poco convincente che il fondo è semplicemente scaduto alla fine del suo ciclo. La realtà è che l’impostazione predefinita per tali contratti è il rinnovo, e raramente le istituzioni che disinvestono ammettono di averlo fatto a causa della pressione degli attivisti. […]

Gli sforzi di reclutamento di Lockheed Martin sono stati ulteriormente interrotti alla MIT Fall Career Fair del 2024, dove è apparso uno striscione con la scritta “LOCKHEED UCCIDE I BAMBINI A GAZA”, e gli studenti si sono messi in fila per confrontarsi con i reclutatori sui profitti di Lockheed derivanti dalle uccisioni di massa e dalle sue emissioni, pari a 29 milioni di tonnellate di CO2 nel 2024. I reclutatori se ne sono andati dalla fiera tre ore in anticipo, esasperati. Questa lotta continua: Lockheed Martin sponsorizza ancora fondi iniziali al MIT nell’ambito di MISTI-Germania e MISTI-Polonia, ed è membro della MIT Energy Initiative dal 2009. Nel 2017 ha firmato un “accordo quadro” per collaborazioni di ricerca a lungo termine con il MIT, guidate dal Dipartimento di Aeronautica e Astronautica dell’istituto e in collaborazione con il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory.

Per riassumere i fatti, Lockheed Martin ha una relazione diretta con le forze armate israeliane in quanto fornitore di sistemi, prodotti o servizi con applicazioni militari. In tali condizioni, la scelta del MIT di continuare a collaborare con Lockheed Martin legittima le violazioni dei diritti politici, umani o civili in Palestina. […] Il MIT deve immediatamente sospendere tutte le collaborazioni con Lockheed Martin.

Caterpillar

Caterpillar Inc. produce una classe speciale di bulldozer blindati per le forze armate israeliane, denominati D9. Questi bulldozer vengono usati di routine per demolire case, fabbriche, terreni agricoli e infrastrutture civili in Palestina. Nel marzo 2003, un soldato israeliano che manovrava un bulldozer Caterpillar D9 ha ucciso un’attivista e studentessa statunitense anti-apartheid, Rachel Corrie, durante la demolizione di case palestinesi a Gaza. Negli ultimi due anni, Israele ha usato questi bulldozer armati per ‘ripulire’ le comunità palestinesi a Masafer Yatta, infliggere punizioni collettive a Tulkarem e Jenin, radere al suolo case cristiane palestinesi a Makhrour, in preparazione della presa del potere da parte dei coloni a Betlemme e per profanare cadaveri a Gaza. Caterpillar, insieme a Hyundai Heavy Industries, JCB e Volvo Group, ha quindi dovuto affrontare forti critiche da parte della comunità per i diritti umani, nonostante affermi che i suoi prodotti dovrebbero essere usati “in conformità con i diritti umani e i requisiti del diritto umanitario internazionale”.

Caterpillar Inc. è partner del MIT dal 2009 nel programma Leaders for Global Operations (LGO). In LGO, sponsorizza progetti di ricerca e tirocini, e per il proprio reclutamento gode di un accesso privilegiato al talento e all’esperienza del MIT. In passato, ha sponsorizzato la presunta ricerca “imparziale” del MIT Joint Program on the Science and Policy of Global Change, ed è attualmente membro delle CSAIL Alliances, pubblicizzate come “gateway verso il Computer Science and Artificial Intelligence Laboratory del MIT”.

È la stessa Caterpillar che arma un esercito che commette massacri di palestinesi come parte di un progetto di colonizzazione dei Territori Palestinesi Occupati portato avanti da coloni del XXI secolo. Caterpillar ha un rapporto diretto con le forze armate israeliane in quanto fornitore di sistemi, prodotti o servizi con applicazioni militari, che vengono usati di routine per compiere abusi dei diritti umani. In tali condizioni, la scelta del MIT di continuare a collaborare con Caterpillar legittima le violazioni dei diritti politici, umani o civili in Palestina e incoraggia il reclutamento di talenti e competenze del MIT nei crimini di Caterpillar. […] Il MIT deve immediatamente sospendere tutte le collaborazioni con Caterpillar.

Oppressione globale e oltre

Queste quattro aziende – Caterpillar, Lockheed Martin, Maersk e Elbit – sono la punta dell’iceberg. Si potrebbero facilmente scoprire altri casi.

Raytheon (ora RTX), che è emersa dal MIT e con cui mantiene stretti legami, fornisce al governo israeliano missili e bombe da 4.000 libbre chiamate GBU-28.

Dal 2021 al 2023, Boeing ha prodotto più bombe guidate e munizioni per Israele di qualsiasi altra azienda statunitense, e anch’essa è inserita nelle collaborazioni del MIT: per esempio, Aurora Flight Sciences, una sussidiaria della Boeing che ricerca “sistemi di volo autonomi”, attualmente affitta uno spazio di lavoro dal MIT al 314 di Main Street a Cambridge.

Google e Amazon forniscono all’esercito israeliano servizi di cloud computing e intelligenza artificiale nell’ambito del Progetto Nimbus, e continuano a godere di relazioni privilegiate e istituzionalmente supportate con i ricercatori del MIT.

Oltre la Palestina, MITdesignX Dubai collabora con Silicon Oasis, una sussidiaria del governo degli Emirati Arabi Uniti, che sponsorizza una milizia genocida in Sudan chiamata Rapid Support Forces.

Con lo sguardo rivolto ad altri gruppi di potere istituzionale, il MIT si rifiuta di firmare i Principi per gli Investimenti Responsabili delle Nazioni Unite o di rivelare i suoi 32 miliardi di dollari di partecipazioni finanziarie nette. Se le indagini di Harvard sono una guida, la dotazione del MIT probabilmente possiede attività in industrie di combustibili fossili e aziende che supportano il progetto di colonizzazione sionista nella Palestina occupata. Il MIT si distingue anche come l’unica università americana a ospitare un laboratorio di armi classificato, interamente finanziato dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Il MIT Lincoln Laboratory ha attualmente in piedi un contratto da 20 miliardi di dollari per il periodo 2015-2025 e conduce ricerche classificate in balistica, sorveglianza, radar e guerra informatica. Come FFRDC, i frutti della ricerca del Lincoln Lab vengono successivamente distribuiti agli appaltatori della difesa, che testano, monetizzano e infine commercializzano queste tecnologie negli Stati partner degli Stati Uniti, come Israele.

In tali condizioni, potrebbe sembrare irrealistico o scoraggiante chiedere al MIT di cambiare. Tuttavia, il viaggio di mille miglia inizia con un singolo passo, e le regole del MIT lo impongono. In passato il MIT ha chiuso collaborazioni e disinvestito. Si può fare di nuovo.

* Estratto del Report MIT. Science for Genocide, pubblicato dal MIT Coalition for Palestine, dicembre 2024, sotto diritti Creative Commons CC0 1.0 Universal. Traduzione a cura di Paginauno. Qui il Report originale in inglese, completo di note, link e bibliografia https://archive.org/details/mit-science-for-genocide

1)Durante la guerra fredda il MIT era conosciuto come “Pentagono Est” o “Pentagono sul Charles”, perché era uno dei maggiori appaltatori del Pentagono (Stanford era conosciuta come “Pentagono Ovest”); il Charles è il fiume che attraversa Boston, e il MIT si trova lungo la sua riva, n.d.r.

Tags: armiintelligenza artificialeisraelepalestinaStati Unitiuniversità
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