Tahmina Karimova (ILO)
Cobot, gestione algoritmica del lavoro basata sull’AI e sorveglianza AI: una ricerca dell’ILO esplora i rischi emergenti legati all’introduzione dell’intelligenza artificiale nell’ambiente di lavoro
Introduzione
Il mondo del lavoro e la natura del lavoro stanno subendo profonde trasformazioni a seguito della digitalizzazione, che comprende le tecnologie basate sull’intelligenza artificiale (AI). In tutti i luoghi di lavoro, l’AI viene sempre più utilizzata come strumento per le mansioni svolte dai lavoratori, ma anche per l’intero ciclo del rapporto di lavoro, compresi reclutamento, formazione, inserimento, monitoraggio e sorveglianza, retribuzione, premi e sviluppo di carriera, trasferimento e licenziamento. Questa trasformazione sta cambiando profondamente la composizione della forza lavoro, l’ambiente di lavoro, le attrezzature utilizzate, nonché il modo in cui il lavoro è progettato e organizzato, con importanti ripercussioni sulla salute e sul benessere dei lavoratori.
[…] La ricerca sulle modalità con le quali i sistemi AI sono integrati negli aspetti fondamentali dei rapporti di lavoro, come l’orario, i salari, la sicurezza e la salute (SSL) e altri diritti, è ancora limitata. Per colmare questa lacuna, è necessario esplorare diverse questioni, tra cui il significato del lavoro e l’adeguatezza delle politiche create per garantire “condizioni di lavoro umane per tutti”. Al momento, il dibattito sulle tecnologie AI sul luogo di lavoro si concentra sulle opportunità che esse offrono e, salvo rare eccezioni, vi è scarsa conoscenza sistematica degli impatti sulla salute. Il presente documento non si occuperà, pertanto, degli sviluppi positivi nell’uso dell’AI o dei suoi benefici dal punto di vista della salute e sicurezza sul lavoro; piuttosto, si concentrerà sulle crescenti evidenze e preoccupazioni riguardanti gli effetti dei sistemi AI sulla salute e sul benessere, inclusi gli aspetti meno compresi della sicurezza e della salute, come i rischi psicosociali, definiti “qualsiasi elemento nella progettazione o nella gestione del lavoro che aumenti il rischio di stress lavorativo”. Questa preoccupazione si riflette sia nel contesto più ampio dell’elaborazione di politiche attive, relative alla regolamentazione generale delle tecnologie AI, sia nella sfera dei nuovi standard specifici per l’occupazione, come il divieto di alcune forme di sorveglianza sul posto di lavoro e i diritti ‘nuovi’ o ‘aumentati’ rivendicati nel contesto della gestione algoritmica (AM) – per esempio, il diritto alla trasparenza sull’implementazione delle tecnologie AI, il diritto alla revisione umana delle decisioni prese dalla AM basata sull’AI, ecc…
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* Estratto del documento di lavoro AI systems @ work: a changing psychosocial work environment pubblicato da International Labour Organization (ILO), 30 aprile 2026, sotto diritti Creative Commons Attribution 4.0 International. Traduzione a cura di Paginauno. “This is a translation of a copyrighted work of the International Labour Organization (ILO). This translation has not been prepared, reviewed or endorsed by the ILO and should not be considered an official ILO translation. The ILO disclaims all responsibility for its content and accuracy. Responsibility rests solely with the author(s) of the translation.” “This is an adaptation of a copyrighted work of the International Labour Organization (ILO). This adaptation has not been prepared, reviewed or endorsed by the ILO and should not be considered an official ILO adaptation. The ILO disclaims all responsibility for its content and accuracy. Responsibility rests solely with the author(s) of the adaptation.”

