Tra morte violenta, persone ancora sepolte sotto le macerie, fame e malattie, i decessi a Gaza sono molti di più di quelli dichiarati. 99 medici statunitensi che hanno prestato servizio nella Striscia descrivono nel dettaglio cosa hanno visto e vissuto dal 7 ottobre in poi e denunciano: Israele sta deliberatamente prendendo di mira i bambini, le donne, gli ospedali e gli operatori sanitari
“Il continuo e ripetuto spostamento da parte di Israele della popolazione malnutrita e malata di Gaza, metà della quale è composta da bambini, verso aree senza acqua corrente e persino servizi igienici, è assolutamente scioccante. In queste condizioni le epidemie sono praticamente garantite e saranno assolutamente devastanti, con conseguenze in decine di migliaia di morti in più, la maggior parte dei quali bambini piccoli.” Potrebbe stare tutta in questo passaggio la descrizione di quel che sta accadendo a Gaza. Perché il numero delle vittime per la violenza militare operata da Israele sulla Striscia dall’ottobre 2023, arrivato a 43.000, è solo una parte della realtà: le stime prudenti parlano di altre 10.000 persone sepolte sotto le macerie dei palazzi bombardati, di 62.000 morti per malnutrizione e correlate malattie e di 5.000 decessi di pazienti con malattie croniche. Israele prende deliberatamente di mira i bambini, affermano 99 medici statunitensi che hanno operato, come volontari, negli ospedali della Striscia. Non solo con la fame e le malattie. “Ciascuno di noi che ha lavorato in un pronto soccorso, in terapia intensiva o in un ambiente chirurgico” denunciano i 99 operatori sanitari, “ha regolarmente, o persino quotidianamente, curato bambini preadolescenti che sono stati colpiti alla testa o al petto. È impossibile che un così diffuso numero di ferite da arma da fuoco nei bambini piccoli in tutta Gaza, sostenuto nel corso di un anno intero, sia accidentale o sconosciuto alle massime autorità civili e militari israeliane”. Israele prende di mira le donne: “Abbiamo visto madri malnutrite nutrire i loro neonati sottopeso con latte artificiale fatto con acqua avvelenata. Ho visto così tante morte neonatali e di donne partorienti che avrebbero potuto essere facilmente evitate se gli ospedali avessero funzionato normalmente”. Israele prende deliberante di mira gli ospedali e gli operatori sanitari: “Dal 7 ottobre 2023 al 25 settembre 2024 Israele ha effettuato 516 attacchi a strutture mediche e operatori sanitari”. “Cosa succede” si chiede la dottoressa Arianne Shahvisi, “quando i muri dell’ospedale vengono spazzati via? Quando le incubatrici neonatali perdono potenza e i bambini prematuri devono essere tenuti al caldo su fogli di carta stagnola? Cosa dovrebbero fare gli esperti di etica medica quando l’estrema scarsità di risorse sanitarie avviene perché l’intera infrastruttura sanitaria di un luogo viene deliberatamente distrutta?” Ospedali che, contrariamente alla propaganda israeliana – supportata dalla gran parte dell’informazione mainstream occidentale – non sono utilizzati come ‘scudi’ da Hamas per le attività militari: “I 99 firmatari di questa lettera hanno trascorso complessivamente 254 settimane all’interno dei più grandi ospedali e cliniche di Gaza. Vogliamo essere assolutamente chiari: nessuno di noi ha mai visto alcun tipo di attività militante palestinese in uno qualsiasi degli ospedali o in altre strutture sanitarie di Gaza”.
La lettera aperta firmata da 99 medici statunitensi che hanno operato, come volontari, negli ospedali della Striscia – che qui pubblichiamo, con un estratto dell’appendice allegata, con traduzione a cura di Paginauno – è indirizzata a Biden e Harris, in qualità rispettivamente di Presidente e Vicepresidente degli USA in carica in quel momento; è una lettera che denuncia la reale situazione a Gaza e chiede l’immediato e permanente cessate il fuoco. Sono medici statunitensi che si appellano al Presidente del proprio Paese, lucidamente consapevoli che Israele può fare ciò che fa perché gli Stati Uniti glielo permettono e lo armano: “Apprezziamo il fatto che stiate lavorando a un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas,” scrivono, “ma avete trascurato un fatto ovvio: gli Stati Uniti possono imporre un cessate il fuoco alle parti in guerra semplicemente interrompendo le spedizioni di armi a Israele e annunciando che parteciperanno a un embargo internazionale sulle armi sia a Israele che a tutti i gruppi armati palestinesi”. E ancora: “Questa massiccia distruzione sarebbe stata impossibile senza la ripetuta fornitura a Israele di armamenti americani puramente offensivi, in particolare la fornitura di emergenza di migliaia di munizioni MK84 e MK82, sganciate su abitazioni e infrastrutture civili da aerei forniti dagli Stati Uniti, che utilizzano carburante per aerei fornito dagli Stati Uniti”.
Le lettere aperte a governi, presidenti, a figure ai vertici politici in generale, hanno sempre l’acre sapore della supplica dei sudditi al sovrano; rivelano, inevitabilmente, lo stato di crisi in cui versano i concetti di cittadino e democrazia. Questa lettera, tuttavia, ha la potenza dell’eccezione. Perché l’appello rivolto al Presidente e alla Vicepresidente degli Stati Uniti finisce per restare sullo sfondo: al centro della scena, i 99 medici firmatari pongono un durissimo e dettagliato j’accuse.
Lettera aperta di operatori sanitari statunitensi che hanno prestato servizio a Gaza
2 ottobre 2024
Cari Presidente Biden e Vicepresidente Harris,
siamo 99 medici, chirurghi, infermieri specializzati, infermiere e ostetriche americani che hanno fatto volontariato nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023. In totale, abbiamo trascorso 254 settimane negli ospedali e nelle cliniche di Gaza. Abbiamo lavorato con varie organizzazioni non governative e con l’Organizzazione Mondiale della Sanità in ospedali e cliniche in tutta la Striscia. Oltre alla nostra competenza medica e chirurgica, molti di noi hanno un background in sanità pubblica, nonché esperienza di lavoro in zone umanitarie e di conflitto, tra cui l’Ucraina durante la brutale invasione russa. Alcuni di noi sono veterani e riservisti. Siamo un gruppo multireligioso e multietnico. Nessuno di noi sostiene gli orrori commessi il 7 ottobre da gruppi armati e individui palestinesi in Israele.
La Costituzione dell’OMS recita: “La salute di tutti i popoli è fondamentale per il raggiungimento della pace e della sicurezza e dipende dalla più completa cooperazione degli individui e degli Stati”. È con questo spirito che vi scriviamo questa lettera aperta.
Siamo tra i soli osservatori neutrali a cui è stato permesso di entrare a Gaza dal 7 ottobre. Data la nostra vasta competenza e l’esperienza diretta di lavoro in tutta la Striscia, siamo in una posizione unica per commentare diverse questioni di importanza per il governo statunitense, mentre decide se continuare a sostenere l’attacco di Israele e l’assedio a Gaza. In particolare, crediamo di essere ben posizionati per commentare l’enorme tributo umano dell’attacco di Israele a Gaza, in particolare il tributo che ha richiesto a donne e bambini.
Questa lettera raccoglie e riassume le nostre esperienze e osservazioni dirette. La lettera è accompagnata da un’appendice dettagliata che riassume le informazioni disponibili al pubblico da fonti mediatiche, umanitarie e accademiche su aspetti chiave dell’invasione israeliana di Gaza. Sia questa lettera che l’appendice sono disponibili elettronicamente su https://www.gazahealthcareletters.org/ (con link alle fonti, n.d.r.). Questo sito web ospita anche lettere di operatori sanitari canadesi e britannici ai rispettivi governi, che presentano molte osservazioni simili a quelle qui contenute.
Questa lettera e l’appendice mostrano elementi probatori che il bilancio delle vittime a Gaza da ottobre 2023 è molto più alto di quanto si creda negli Stati Uniti. È probabile che il bilancio delle vittime di questo conflitto sia già superiore a 118.908, uno sbalorditivo 5,4% della popolazione di Gaza.
Il nostro governo deve agire immediatamente per impedire una catastrofe ancora peggiore di quella che è già capitata alla popolazione di Gaza e Israele. Un cessate il fuoco deve essere imposto alle parti in guerra, sospendendo il supporto militare a Israele e sostenendo un embargo internazionale sulle armi contro Israele e tutti i gruppi armati palestinesi. Crediamo che il nostro governo sia obbligato a farlo, sia in base alla legge americana che al Diritto Umanitario Internazionale. Crediamo anche che sia la cosa giusta da fare.
“Non ho mai visto ferite così orribili, su così vasta scala, con così poche risorse. Le nostre bombe stanno falciando donne e bambini a migliaia. I loro corpi mutilati sono un monumento alla crudeltà.” Dott. Feroze Sidhwa, chirurgo traumatologico e di terapia intensiva, chirurgo generale del Veterans Affairs
Con solo eccezioni marginali, tutti a Gaza sono malati, feriti o entrambi. Ciò include ogni operatore umanitario nazionale, ogni volontario internazionale e probabilmente ogni ostaggio israeliano: ogni uomo, donna e bambino. Mentre lavoravamo a Gaza abbiamo visto una malnutrizione diffusa nei nostri pazienti e nei nostri colleghi sanitari palestinesi. Ognuno di noi ha perso peso rapidamente, nonostante avesse un accesso privilegiato al cibo e avesse portato con sé i propri alimenti supplementari ricchi di nutrienti. Abbiamo prove fotografiche di malnutrizione pericolosa per la vita nei nostri pazienti, in particolare bambini, che siamo ansiosi di condividere con voi.
Praticamente tutti i bambini sotto i cinque anni che abbiamo incontrato, sia dentro che fuori dall’ospedale, avevano sia tosse che diarrea acquosa. Abbiamo trovato casi di ittero (che in tali condizioni indicano un’infezione da epatite A) in quasi ogni stanza degli ospedali in cui abbiamo prestato servizio e in molti dei nostri colleghi sanitari palestinesi. Una percentuale sorprendentemente alta delle nostre incisioni chirurgiche si è infettata a causa della combinazione di malnutrizione, condizioni operatorie impossibili, mancanza di forniture igieniche di base come il sapone e mancanza di forniture chirurgiche e farmaci, compresi gli antibiotici.
La malnutrizione ha portato ad aborti spontanei diffusi, neonati sottopeso e all’incapacità delle neomamme di allattare al seno. Questo ha lasciato i loro neonati ad alto rischio di morte, data la mancanza di accesso all’acqua potabile in qualsiasi parte di Gaza. Molti di quei neonati sono morti. Abbiamo visto madri malnutrite nutrire i loro neonati sottopeso con latte artificiale fatto con acqua avvelenata. Non potremo mai dimenticare che il mondo ha abbandonato queste donne e questi bambini innocenti.
“Ogni giorno vedevo morire dei bambini. Erano nati sani. Le loro madri erano così malnutrite che non potevano allattarli, e noi non avevamo né latte artificiale né acqua pulita per nutrirli, così morivano di fame.” Asma Taha, infermiera pediatrica
Vi esortiamo a rendervi conto che a Gaza imperversano epidemie. Il continuo e ripetuto spostamento da parte di Israele della popolazione malnutrita e malata di Gaza, metà della quale è composta da bambini, verso aree senza acqua corrente o persino servizi igienici disponibili, è assolutamente scioccante. Era e rimane destinato a causare una morte diffusa per malattie diarroiche virali e batteriche e polmoniti, in particolare nei bambini di età inferiore ai cinque anni. Infatti, persino il temuto virus della poliomielite è riemerso a Gaza a causa di una combinazione di distruzione sistematica delle infrastrutture igieniche, malnutrizione diffusa che indebolisce il sistema immunitario, e bambini piccoli che hanno saltato le vaccinazioni di routine per quasi un anno intero. Ci preoccupiamo che migliaia di persone sconosciute siano già morte a causa della combinazione letale di malnutrizione e malattia, e che decine di migliaia di altre moriranno nei prossimi mesi, soprattutto con l’inizio delle piogge invernali. La maggior parte di loro saranno bambini piccoli.
“Gaza è stata la prima volta che ho tenuto in mano il cervello di un bambino. La prima di tante.” Dott. Mark Perlmutter, chirurgo ortopedico e della mano
I bambini sono universalmente considerati innocenti nei conflitti armati. Tuttavia, ogni singolo firmatario di questa lettera ha visto bambini a Gaza che hanno subito violenze che devono essere state deliberatamente dirette contro di loro. In particolare, ciascuno di noi che ha lavorato in un pronto soccorso, in terapia intensiva o in un ambiente chirurgico, ha curato regolarmente, o persino quotidianamente, bambini preadolescenti che sono stati colpiti alla testa o al petto. È impossibile che un così diffuso numero di ferite da arma da fuoco nei bambini piccoli in tutta Gaza, sostenuto nel corso di un anno intero, sia accidentale o sconosciuto alle massime autorità civili e militari israeliane.
Presidente Biden e Vicepresidente Harris, vorremmo che poteste vedere gli incubi che affliggono così tanti di noi da quando siamo tornati: sogni di bambini mutilati, e mutilati dalle nostre armi, e delle loro madri inconsolabili che ci implorano di salvarli. Vorremmo che poteste sentire i pianti e le urla che le nostre coscienze non ci faranno dimenticare. Non riusciamo a capire perché continuate ad armare il Paese che sta deliberatamente uccidendo questi bambini in massa.
“Ho visto così tante morte neonatali e di donne partorienti che avrebbero potuto essere facilmente evitate se gli ospedali avessero funzionato normalmente.” Dott.ssa Thalia Pachiyannakis, ostetrica e ginecologa
Le donne incinte e che allattavano che abbiamo curato erano particolarmente malnutrite. Quelle di noi che lavoravano con donne incinte vedevano regolarmente bambini nati morti e morti materne che sarebbero state facilmente prevenibili nel sistema sanitario di qualsiasi Paese in via di sviluppo. Il tasso di infezione nelle incisioni del taglio cesareo era sorprendente. Le donne si sottoponevano a parti vaginali e persino a tagli cesarei senza anestesia, e non ricevevano altro che Tylenol in seguito perché non erano disponibili altri antidolorifici.
Abbiamo tutti osservato i reparti di emergenza sopraffatti da pazienti che cercavano cure per condizioni mediche croniche come insufficienza renale, ipertensione e diabete. A parte i pazienti traumatizzati, la maggior parte dei letti di terapia intensiva era occupata da pazienti con diabete di tipo 1 che non avevano più accesso all’insulina. La mancanza di disponibilità di farmaci, la perdita diffusa di elettricità e refrigerazione e l’accesso incostante al cibo hanno reso impossibile la gestione di questa malattia. Israele ha distrutto più della metà delle risorse sanitarie di Gaza e ha ucciso quasi mille operatori sanitari palestinesi, più di uno su venti. Allo stesso tempo, le esigenze sanitarie sono aumentate enormemente a causa della combinazione letale di violenza militare, malnutrizione, malattie e sfollamento.
Gli ospedali in cui lavoravamo erano carenti di forniture di base, dal materiale chirurgico al sapone. Erano regolarmente tagliati fuori dall’elettricità e dall’accesso a Internet, non avevano acqua pulita e operavano con quattro o sette volte la loro capacità di posti letto. Ogni ospedale era sopraffatto oltre il punto di rottura da sfollati in cerca di sicurezza, dal flusso costante di pazienti malati e malnutriti in cerca di cure, e dall’enorme afflusso di pazienti gravemente feriti che di solito arrivavano dopo eventi che causavano vittime di massa.
Queste osservazioni, e il materiale disponibile al pubblico dettagliato nell’appendice, ci portano a credere che il bilancio delle vittime di questo conflitto sia di gran lunga superiore a quanto riportato dal Ministero della Salute di Gaza. Crediamo inoltre che questa sia un elemento probatorio delle diffuse violazioni delle leggi americane che regolano l’uso di armi statunitensi all’estero, e del Diritto Internazionale Umanitario. Non possiamo dimenticare scene di insopportabile crudeltà verso donne e bambini, a cui il nostro governo partecipa direttamente.
Quando abbiamo incontrato i nostri colleghi sanitari a Gaza, era chiaro che erano malnutriti e devastati sia fisicamente che mentalmente. Abbiamo rapidamente appreso che i nostri colleghi sanitari palestinesi erano tra le persone più traumatizzate a Gaza, e forse nel mondo intero. Come praticamente tutte le persone nella Striscia, avevano perso familiari e le loro case. La maggior parte viveva dentro e intorno ai loro ospedali, con i familiari sopravvissuti, in condizioni inimmaginabili. Sebbene continuassero a lavorare a un orario massacrante, non venivano pagati dal 7 ottobre. Tutti erano perfettamente consapevoli che il loro lavoro come operatori sanitari li aveva contrassegnati come obiettivi per Israele. Questo trasforma in una presa in giro lo status protetto concesso agli ospedali e agli operatori sanitari in base alle disposizioni più antiche e ampiamente accettate del Diritto Internazionale Umanitario.
Abbiamo incontrato personale sanitario che lavorava in ospedali che erano stati saccheggiati e distrutti da Israele. Molti di questi nostri colleghi sono stati presi da Israele durante gli attacchi. Ci hanno tutti raccontato una versione leggermente diversa della stessa storia: in prigionia venivano a malapena nutriti, continuamente abusati fisicamente e psicologicamente, e infine abbandonati nudi sul ciglio di una strada. Molti ci hanno detto di essere stati sottoposti a finte esecuzioni e ad altre forme di maltrattamenti e torture. Troppi dei nostri colleghi sanitari ci hanno detto che stavano semplicemente aspettando di morire.
I 99 firmatari di questa lettera hanno trascorso complessivamente 254 settimane all’interno dei più grandi ospedali e cliniche di Gaza. Vogliamo essere assolutamente chiari: nessuno di noi ha mai visto alcun tipo di attività militante palestinese in uno qualsiasi degli ospedali o in altre strutture sanitarie di Gaza.
Vi esortiamo a rendervi conto che Israele ha sistematicamente e deliberatamente devastato l’intero sistema sanitario di Gaza e che ha preso di mira i nostri colleghi palestinesi con torture, sparizioni e omicidi.
Presidente Biden e Vicepresidente Harris, qualsiasi soluzione a questo problema deve iniziare con un cessate il fuoco immediato e permanente. Apprezziamo il fatto che stiate lavorando a un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma avete trascurato un fatto ovvio: gli Stati Uniti possono imporre un cessate il fuoco alle parti in guerra semplicemente interrompendo le spedizioni di armi a Israele e annunciando che parteciperanno a un embargo internazionale sulle armi sia a Israele che a tutti i gruppi armati palestinesi. Sottolineiamo ciò che molti altri vi hanno ripetutamente detto nell’ultimo anno: la legge americana è perfettamente chiara su questa questione, continuare ad armare Israele è illegale.
Presidente Biden e Vicepresidente Harris, vi esortiamo a sospendere immediatamente il sostegno militare, economico e diplomatico allo Stato di Israele, e a partecipare a un embargo internazionale sulle armi di Israele e di tutti i gruppi armati palestinesi, finché non verrà stabilito un cessate il fuoco permanente a Gaza, incluso il rilascio di tutti gli ostaggi israeliani e palestinesi, e finché non verrà negoziata una risoluzione permanente del conflitto israelo-palestinese tra le due parti. Vicepresidente Harris, come probabile prossimo presidente degli Stati Uniti, la esortiamo ad annunciare pubblicamente il suo sostegno a tale politica, e a dichiarare pubblicamente che è tenuta a rispettare le leggi degli Stati Uniti anche quando farlo è politicamente scomodo.
Presidente Biden e Vicepresidente Harris, siamo 99 medici e infermieri statunitensi che hanno assistito a crimini oltre ogni comprensione. Crimini che non possiamo credere che vogliate continuare a sostenere. Vi preghiamo di incontrarci per discutere di ciò che abbiamo visto, e del perché riteniamo che la politica americana in Medio Oriente debba cambiare immediatamente.
Nel frattempo, ribadiamo quanto scritto nella nostra lettera del 25 luglio 2024:
- Il valico di Rafah tra Gaza e l’Egitto deve essere immediatamente riaperto e deve consentire la consegna, senza restrizioni, di aiuti da parte di organizzazioni umanitarie internazionali riconosciute. I controlli di sicurezza delle consegne di aiuti devono essere condotti da un regime di ispezione internazionale indipendente, anziché dalle forze israeliane. Questi controlli devono essere basati su un elenco chiaro, inequivocabile e pubblico di articoli proibiti, e con un chiaro meccanismo internazionale indipendente per contestare gli articoli proibiti, come verificato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari nel Territorio Palestinese Occupato.
- Come verificato da United Nations Water, alla popolazione di Gaza deve essere assegnata una quantità minima di acqua potabile pari a 15 litri a persona al giorno, il minimo previsto dal Manuale Sphere in caso di emergenza umanitaria.
- Deve essere ripristinato l’accesso completo e senza restrizioni di professionisti medici e chirurgici e di attrezzature mediche e chirurgiche alla Striscia di Gaza. Ciò deve includere gli articoli portati nei bagagli personali dei professionisti sanitari per salvaguardarne la corretta conservazione, sterilità e consegna tempestiva, come verificato dall’OMS. Incredibilmente, Israele continua a impedire agli operatori sanitari di origine palestinese di lavorare a Gaza, persino ai cittadini americani. Questo prende in giro l’ideale statunitense secondo cui “tutti gli uomini sono nati uguali”, e degrada sia i nostri ideali nazionali che la nostra professione. Il nostro lavoro salva vite. I nostri colleghi sanitari palestinesi a Gaza sono disperatamente in cerca di sollievo e protezione, e meritano entrambi.
Non siamo politici. Non pretendiamo di avere tutte le risposte. Siamo semplicemente professionisti della guarigione che non possono rimanere in silenzio su ciò che hanno visto a Gaza. Ogni giorno che continuiamo a fornire armi e munizioni a Israele, è un altro giorno in cui le donne vengono fatte a pezzi dalle nostre bombe e i bambini vengono assassinati dai nostri proiettili.
Presidente Biden e Vicepresidente Harris, vi esortiamo: ponete fine a questa follia ora!
Appendice alla lettera del 2 ottobre 2024 relativa alle osservazioni dei medici statunitensi dalla Striscia di Gaza
Questa appendice integra la lettera inviata al Presidente Joseph R. Biden, alla Vicepresidente Kamala D. Harris e ad altri il 2 ottobre 2024 da 99 operatori sanitari americani che hanno prestato servizio nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023. È divisa in quattro sezioni. La prima esplora le prove relative al numero di morti nel conflitto tra Israele e i palestinesi a Gaza dal 7 ottobre 2023. La seconda si concentra sulle prove di violenza deliberatamente diretta ai bambini e al diritto all’apprendimento. La terza si focalizza sulle prove di un attacco israeliano diretto e sostenuto al sistema sanitario e agli operatori sanitari. E l’ultima si concentra sulle prove di un attacco diretto e sostenuto alle infrastrutture civili a Gaza e sulla devastazione ambientale diffusa. […] Questa appendice è accessibile elettronicamente su https://www.gazahealthcareletters.org/.
Il probabile numero di morti dal 7 ottobre 2023
“Un conflitto provoca ovviamente morti e feriti sul campo di battaglia, ma anche conseguenze sulla salute dovute allo spostamento delle popolazioni, al crollo dei servizi sanitari e sociali e all’aumento del rischio di trasmissione di malattie”. Le morti dovute alla violenza militare sono solitamente la quota minore, e in effetti l’eccesso di mortalità civile nelle guerre può essere 25 volte superiore alle morti per violenza. Queste cosiddette morti ‘indirette’ sono causate da infezioni respiratorie, infezioni gastrointestinali e morti materne e neonatali. Più grave e prolungata è la disgregazione sociale, più aumentano queste morti. I bambini sotto i cinque anni e gli adulti sopra i 69 sperimentano il maggiore aumento della mortalità, e questi effetti spesso persistono per due anni dopo la fine dei combattimenti.
The Lancet, la rivista medica e di sanità pubblica più prestigiosa al mondo, ha recentemente pubblicato delle stime calcolate da esperti americani, britannici e canadesi: “Non è improbabile stimare che fino a 186.000 o anche più morti potrebbero essere attribuibili all’attuale conflitto a Gaza”. Di seguito riassumiamo le informazioni pubbliche disponibili sui decessi dovuti a violenza militare, malnutrizione, malattie infettive, malattie croniche e tumori. Come notato sopra, ci sono elementi probanti che il numero di morti a Gaza sia di molte volte superiore alla cifra pubblicamente riportata di morti violente. Includiamo le informazioni pubblicamente disponibili sull’attacco del 7 ottobre da parte di gruppi armati palestinesi a Israele, sia per completezza che per confronto.
Morti per violenza
Il 7 ottobre 2023 gruppi armati e individui palestinesi hanno effettuato un grave attacco nel sud di Israele, uccidendo almeno 1.123 israeliani. Di questi, 809 erano civili (72%), tra cui almeno 40 minorenni, e 314 militari e membri del personale di sicurezza israeliani (28%). Da allora al 19 settembre 2024, sono stati segnalati altri 346 militari israeliani uccisi a Gaza, portando il totale ad almeno 1.469 israeliani uccisi, il 45% dei quali militari e personale di sicurezza e il 55% civili.
Al 25 settembre 2024, Israele ha ucciso almeno 41.495 palestinesi attraverso la violenza militare a Gaza. Al 31 agosto, 34.344 di coloro che sono stati uccisi sono stati identificati dal Ministero della Salute di Gaza: il 33% delle vittime sono bambini, il 18% sono donne e il 7% sono anziani. Al 2 maggio sono stati stimati altri 10.000 corpi seppelliti sotto le macerie degli edifici distrutti. I numeri del Ministero della Salute di Gaza, citati sopra, sono ampiamente considerati affidabili [dalla comunità internazionale] […].
Nei 100 giorni dal 7 ottobre 2023 al 14 gennaio 2024, le forze israeliane hanno ucciso più dell’1% della popolazione di Gaza, secondo i dati del Ministero della Salute. Un rapporto della Commissione Economica e Sociale per l’Asia Occidentale (ESCWA) dell’ONU ha osservato che “nessun altro conflitto armato nel ventunesimo secolo” ha avuto “un impatto così devastante su una popolazione in un lasso di tempo così breve. Per trovare un periodo di 100 giorni con uno spargimento di sangue maggiore, è necessario tornare al genocidio del 1994 contro i Tutsi in Ruanda.”
Morti per malnutrizione
Il Ministero della Salute di Gaza segnala solo i decessi causati direttamente dalla violenza che arrivano all’obitorio di un ospedale. Come notato sopra, si tratta in genere del numero più basso di decessi in un conflitto prolungato su larga scala. La fame a Gaza non è causata dall’inevitabile sconvolgimento sociale che accompagna la guerra. Israele sta deliberatamente facendo morire di fame i palestinesi di Gaza [come hanno denunciato diverse organizzazioni umanitarie internazionali e personale dell’ONU] […].
Il fatto che i palestinesi di Gaza siano così affamati da morire, o che questo sia il risultato di una deliberata politica israeliana, non è in discussione. Tuttavia, la portata di questa fame non è tenuta nella dovuta considerazione.
L’Integrated Food Security Phase Classification (IPC) ha pubblicato i rapporti su Gaza a gennaio, marzo, e luglio 2024. La morte per fame ovviamente richiede tempo, e non è chiaro quante persone a Gaza siano morte per fame e relative complicazioni o quante ne moriranno in futuro. Tuttavia, secondo il manuale tecnico dell’IPC, nella fase catastrofica dell’insicurezza alimentare il tasso di mortalità grezzo sale ad almeno 2 decessi ogni 10.000 persone al giorno, e nella fase di emergenza il tasso di mortalità grezzo sale a 1-2 decessi ogni 10.000 persone al giorno. I dati IPC sono riassunti nella tabella sottostante.

In totale è probabile che a Gaza, dal 7 ottobre 2023 al 30 settembre 2024, 62.413 persone siano morte di fame e relative conseguenze. La maggior parte è probabile che siano bambini piccoli. Finché alle agenzie umanitarie e agli esperti di sanità pubblica verrà negato l’ingresso a Gaza, i numeri reali non potranno essere conosciuti. Tuttavia, se queste stime sono accurate, dovrebbero corrispondere approssimativamente agli 85.750 decessi totali (diretti e indiretti) avvenuti a Gaza fino ad agosto 2024, morti in eccesso [rispetto a quelle causate dalla violenza militare], previsti dagli scenari di epidemie e di escalation militare pubblicati da un progetto congiunto del Johns Hopkins Center for Humanitarian Health e della London School of Hygiene and Tropical Medicine. Corretto per la popolazione degli Stati Uniti, si tratta dell’equivalente di 13,3 milioni di morti e 26,6 milioni di feriti.
Nel suo rapporto di giugno, l’IPC ha osservato che l’invasione di Rafah da parte di Israele, ha portato a una grave interruzione dei programmi di alimentazione che avevano contribuito a scongiurare la carestia in aprile e maggio […].
Alex de Waal, uno dei principali storici della carestia e direttore esecutivo della World Peace Foundation presso la Tufts University, ha paragonato la situazione di Gaza alla “peggiore carestia nei registri dell’IPC” del 2011 in Somalia. […] Come medici siamo pienamente d’accordo con de Waal: “Oggi a Gaza si sta scatenando la carestia. Non dovremmo aspettare di contare le tombe dei bambini per pronunciarne il nome”.
Decessi per malattie infettive
La malnutrizione e le malattie cospirano insieme per uccidere i bambini, soprattutto quelli di età inferiore ai 5 anni. Oltre all’enorme numero di morti causate dalla violenza e dalla carestia, la distruzione provocata alle infrastrutture idriche, igienico-sanitarie e di igiene (WASH) di Gaza, e l’incredibile sovraffollamento causato dallo sfollamento forzato della stragrande maggioranza della popolazione, combinato con la malnutrizione diffusa, sono estremamente pericolosi. L’analisi delle immagini satellitari UNOSAT ha rilevato che, al 25 gennaio, l’87% delle strutture idriche e igienico-sanitarie essenziali erano state distrutte o gravemente danneggiate. La direttrice di Oxfam per il Medio Oriente Sally Abi Khalil, ha osservato il 13 maggio che con “l’infrastruttura già oltre il punto di rottura, poca o nessuna assistenza sanitaria disponibile e una malnutrizione diffusa, la situazione potrebbe rapidamente degenerare in una grave epidemia”. Una ricerca nell’International Journal of Public Health ha riportato che dal 7 ottobre Gaza ha subìto una diminuzione dell’80% nell’accesso all’acqua. In un rapporto intitolato Water War Crimes, Oxfam conclude che “Israele ha sistematicamente trasformato l’acqua in un’arma contro i palestinesi”. Di fatto, “il governo di Israele ha utilizzato la privazione dell’acqua per disumanizzare e in ultima analisi minacciare le vite dei palestinesi sin dagli accordi di Oslo del 1993. Questo culmina, in modo brutale, nell’attuale operazione militare a Gaza”. […] Al 26 giugno Gaza City aveva perso “quasi tutta la sua capacità di produzione idrica”, “l’esercito israeliano aveva distrutto il 100% di tutti i magazzini di acqua e servizi igienici a Gaza City e Khan Younis” e “il 70% di tutte le pompe fognarie e il 100% di tutti gli impianti di trattamento delle acque reflue a Gaza”. […]
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato il 22 gennaio che il “peso delle infezioni respiratorie acute, diarrea e infezioni cutanee è stato particolarmente elevato, con una forte crescita di casi segnalati di settimana in settimana”. […] A complicare la situazione, “non è stato possibile implementare misure di sanità pubblica significative per la prevenzione e il controllo delle malattie, a causa delle limitazioni di accesso e della mancanza di forniture in arrivo nella Striscia. L’assenza di tali misure si tradurrà in una trasmissione incontrollata di patogeni batterici, virali, fungini e parassiti. I casi chirurgici sono gestiti in modo subottimale, con conseguenti livelli più elevati di disabilità e morte, tra cui la necessità di dare priorità alle amputazioni salvavita piuttosto che alla ricostruzione degli arti, dimissioni premature dall’ospedale dovute alla mancanza di posti letto disponibili, e un’elevata percentuale di infezioni delle ferite aggravate dall’accesso limitato agli antibiotici”. […]
Quando i ricercatori del Johns Hopkins Center for Humanitarian Health e della London School of Hygiene and Tropical Medicine hanno incluso lo scoppio di epidemie e l’escalation militare (come è in corso a Gaza) nei loro modelli, hanno previsto 85.750 morti in eccesso a Gaza entro agosto 2024. Se questo scenario si realizzasse, significherebbe che Israele avrà ucciso il 3,9% della popolazione di Gaza e forse ferito un altro 8%. Non siamo a conoscenza di una simile proporzione di popolazione uccisa e mutilata in 10 mesi di conflitto dalla seconda guerra mondiale.
“Il 6 maggio”, nota l’IPC nel suo rapporto di giugno, “l’IDF ha ordinato ai residenti del sud di Rafah di lasciare le loro case e ha annunciato l’espansione della ‘zona umanitaria’ designata da Israele. L’esame delle dimensioni della zona ampliata ha rivelato che si tratta di un’area di circa 62 km2 […] si stima che la densità di popolazione all’interno della zona potrebbe superare le 28.000 persone/km2. Questo costituirebbe l’area più densamente popolata sulla terra […] non sarebbe possibile fornire cibo adeguato e altre forniture essenziali alla popolazione all’interno di questa zona”. […] Oxfam stima che nella “zona umanitaria” di Mawasi dichiarata da Israele ci sia un bagno ogni 4.132 persone (Sphere Handbook, che stabilisce gli standard di qualità per le emergenze umanitarie, raccomanda un massimo di 20-50 persone per toilette). Israele sta concentrando una popolazione malata e malnutrita, costituita principalmente da bambini, su poco più di una spiaggia senza acqua corrente o servizi igienici a disposizione. In queste condizioni le epidemie sono praticamente garantite e saranno assolutamente devastanti, con conseguenze in decine di migliaia di morti in più, la maggior parte dei quali bambini piccoli. Non c’è assolutamente alcuna ragione per cui il mondo debba permettere che ciò accada.
Interruzione delle cure per malattie croniche e tumori
L’assistenza oncologica è stata completamente indisponibile a Gaza dal 7 ottobre. I precedenti meccanismi per indirizzare i pazienti fuori Gaza sono crollati. Tra il 7 ottobre e il 7 maggio circa 5.000 palestinesi sono stati evacuati da Gaza attraverso il valico di Rafah. La maggior parte di queste evacuazioni riguardava lesioni traumatiche che richiedevano complesse operazioni ricostruttive. Dopo la cattura e la chiusura del valico di Rafah da parte di Israele il 7 maggio, solo 19 pazienti bisognosi di cure mediche avanzate sono stati evacuati. Il 24 luglio Israele avrebbe riferito di aver accordato l’evacuazione di 250 palestinesi da Gaza agli Emirati Arabi Uniti. Come descritto nella lettera dei medici allegata, i pochi reparti di emergenza funzionanti a Gaza sono continuamente sopraffatti da persone che cercano cure per malattie croniche, che vanno dal diabete di tipo 1 alle convulsioni, all’ipertensione. […] Non si sa quanti pazienti con patologie croniche siano morti a causa della massiccia disgregazione della società palestinese e dei continui attacchi diretti di Israele al sistema sanitario di Gaza. Non osiamo azzardare ipotesi, ma possiamo dire con assoluta certezza che non si tratta di un numero esiguo.
È impossibile stimare con precisione quanti palestinesi siano morti a Gaza dal 7 ottobre. Come dimostrano ampiamente le prove di cui sopra, il numero è di gran lunga superiore ai 41.495 morti confermati per violenza militare al 25 settembre 2024. Con le morti violente note, le diecimila persone stimate sepolte sotto le macerie e sicuramente morte, una stima prudente di 62.413 morti per malnutrizione e malattie e una stima prudente di 5.000 decessi in pazienti con malattie croniche, stimiamo che il bilancio attuale delle vittime sia di almeno 118.908, approssimativamente in accordo con le stime previste citate sopra. Questo dato rappresenta uno scioccante 5,4% di tutte le persone della Striscia di Gaza, e sono le stime più prudenti che possono essere fatte con i dati disponibili al 30 settembre 2024. È altamente probabile che il numero reale di morti a Gaza a causa di questo conflitto sia di gran lunga superiore. Senza un cessate il fuoco immediato, il bilancio delle vittime continuerà solo ad aumentare, soprattutto tra i bambini piccoli.
Prove di attacchi diretti ai bambini e al diritto all’apprendimento
Quaranta minori, compresi cinque bambini di età pari o inferiore a cinque anni, sono stati uccisi da gruppi armati e individui palestinesi negli attacchi del 7 ottobre. Facciamo fatica a trovare le parole per un’atrocità come l’uccisione deliberata di quaranta minorenni innocenti.
Al 31 agosto 2024 sono noti 11.355 bambini identificati uccisi dalla violenza militare israeliana a Gaza: 710 erano neonati e 1.400 erano bambini sotto i 2 anni di età. […] Questo ci sconvolge nel profondo, e nonostante ciò dobbiamo riconoscere che si tratta di una drammatica sottostima. Il numero reale è certamente più del doppio. Un numero sconosciuto di bambini è sepolto sotto le macerie. A febbraio, Save the Children ha riferito che almeno 17.000 bambini palestinesi erano stati separati dalle loro famiglie o erano rimasti orfani, e il “numero è probabilmente molto più alto ora, con il nostro team a Gaza che trova ogni giorno più bambini non accompagnati”. Abbiamo incontrato molti di questi bambini negli ospedali in cui abbiamo prestato servizio. Erano indicati nella cartella clinica con un acronimo che non dovrebbe esistere: “WCNSF”, ovvero “bambino ferito, nessuna famiglia sopravvissuta”.
Questi numeri sono così grandi che necessitano di qualche riferimento per essere significativi. Molti di noi hanno lavorato negli orrori della guerra in Ucraina, e crediamo che forniscano una misura utile della scala. Nel rapporto del Segretario Generale delle Nazioni Unite del 2023, Bambini e conflitti armati, la guerra in Ucraina è stato il conflitto armato più mortale al mondo per i bambini. In tutto il 2022, in un Paese di 38 milioni di persone, sotto un implacabile assalto da parte di una superpotenza militare sono stati uccisi 732 bambini, un tasso di 0,0053 bambini uccisi ogni 100.000 persone, al giorno. A Gaza, con una stima di 11.355 bambini identificati uccisi negli undici mesi, il tasso è di 1,5 bambini uccisi ogni 100.000 persone, al giorno. In altre parole, il tasso di uccisioni di bambini a Gaza dal 7 ottobre è 293 volte superiore a quello dell’Ucraina nel 2022. Se ipotizziamo che il 33% delle vittime non identificate siano bambini, il differenziale è 353 volte superiore a quello dell’Ucraina. Nessun altro conflitto nella memoria vivente ha ucciso, solo per morte violenta, un minimo assoluto dell’1% dei bambini, in qualsiasi territorio, in undici mesi. Aggiustato per la popolazione degli Stati Uniti, è l’equivalente di 743.700 bambini uccisi, un’atrocità semplicemente insondabile!
Come dettagliato sopra, è molto probabile che decine di migliaia di palestinesi a Gaza siano già morti di fame, e una grande percentuale di queste morti avrà riguardato bambini piccoli. C’è una quantità insolitamente grande di prove registrate di bambini presi di mira direttamente dalla violenza israeliana (per esempio, la registrazione video del bambino di tre anni Emad Abu al-Qura, colpito mentre era tra le braccia del cugino studente di medicina di vent’anni Hadeel, o dell’omicidio di Hind Rajab, sei anni, Layan Hamada, quindici anni, e dei medici inviati a salvare Hind). Come affermato nella lettera allegata, ogni firmatario che ha lavorato in contesti di emergenza ha visto diversi bambini colpiti alla testa e/o al petto, di solito quotidianamente. […]
Oltre all’uccisione dei bambini, c’è la totale devastazione dei sistemi educativi e di apprendimento. Al 20 gennaio Israele aveva distrutto ogni singola università di Gaza […]. L’assalto di Israele alle istituzioni di apprendimento è così diffuso che è stato definito uno “scolasticidio” da 25 esperti internazionali e un “educidio” dall’accademico israeliano Neve Gordon. Il Mezan Center for Human Rights riferisce che dal 7 ottobre più di 500 insegnanti e professori universitari sono stati uccisi. 76 su 288 (26%) scuole dell’UNRWA sono state attaccate direttamente dall’esercito israeliano, 285 su 448 (64%) scuole pubbliche sono state distrutte e l’80% degli edifici delle università palestinesi sono stati distrutti, demolendo di fatto ogni università di Gaza. Nessun bambino della Striscia ha frequentato la scuola per quasi un anno. Agli studenti con borse di studio internazionali non è stato permesso di lasciare Gaza per studiare all’estero.
Prove di attacchi diretti al personale e alle strutture sanitarie
Praticamente tutti gli ospedali per acuti di Gaza sono stati attaccati e danneggiati. Al 25 settembre 2024, 19 dei 36 ospedali della Striscia sono completamente fuori servizio, mentre 17 rimangono parzialmente funzionanti. Nove ospedali da campo sono funzionanti, quattro parzialmente e cinque completamente. Al 22 marzo 2024, l’81% delle cliniche di assistenza primaria del Ministero della Salute di Gaza e dell’UNRWA avevano cessato di funzionare. Al 22 gennaio 2024, il 59% dei letti ospedalieri a Gaza erano stati distrutti, mentre i restanti ospedali parzialmente funzionanti operavano al 35% della loro effettiva capacità di posti letto. 57 delle 132 cliniche di salute primaria (43%) sono funzionanti, mentre le altre non sono funzionanti. […] Ci sono elementi probatori significativi, contenuti in uno studio statistico condotto da un team di ricercatori americani e tedeschi, dai quali risulta che Israele, durante il primo mese dell’attacco, non ha fatto alcuna distinzione tra ospedali e altri obiettivi. […]
I reportage investigativi hanno confermato che maltrattamenti e torture decisamente sadiche – tra cui scioccanti violenze sessuali – vengono di fatto ampiamente utilizzati nei centri di detenzione israeliani contro i detenuti palestinesi di Gaza, compreso il personale sanitario. […]
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal 7 ottobre 2023 al 25 settembre 2024 Israele ha effettuato 516 attacchi a strutture mediche e operatori sanitari, uccidendo 765 persone e arrestando decine di operatori sanitari. Si sa che tre medici sono morti in custodia israeliana. Secondo un rapporto pubblicato il 17 settembre dal Ministero della Salute di Gaza, 986 operatori sanitari identificati sono stati uccisi a Gaza dal 7 ottobre, tra cui 260 infermieri e 146 medici. Ciò rappresenta un sorprendente 1 su 20 operatori sanitari di Gaza. Quando si conoscevano solo 500 decessi di operatori sanitari, Medical Aid for Palestinians ha riferito: “Da ottobre a Gaza sono stati uccisi più operatori sanitari di quanti ne siano stati uccisi in tutti i conflitti a livello globale nel 2021 e nel 2022 messi insieme”. […] Ha chiesto la dottoressa Arianne Shahvisi, esperta di etica medica sul BMJ Journal of Medical Ethics: “Cosa succede quando i muri dell’ospedale vengono spazzati via? Quando le incubatrici neonatali perdono potenza e i bambini prematuri devono essere tenuti al caldo su fogli di carta stagnola? Cosa dovrebbero fare gli esperti di etica medica quando l’estrema scarsità [di risorse sanitarie] avviene perché l’intera infrastruttura sanitaria di un luogo viene deliberatamente distrutta?”
Prove di una devastazione ambientale e infrastrutturale diffusa
A gennaio 2024, il sottosegretario generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari, Martin Griffiths, ha dichiarato che “Gaza è semplicemente diventata inabitabile”. Il danno presente e futuro ai palestinesi di Gaza, derivante dalla diffusa contaminazione ambientale causata dalla distruzione senza precedenti di edifici e infrastrutture, è incalcolabile. Quelli di noi che sono stati in grado di muoversi nella Striscia, hanno concordato universalmente che il grado di devastazione è semplicemente indescrivibile. Questa massiccia distruzione sarebbe stata impossibile senza la ripetuta fornitura a Israele di armamenti americani puramente offensivi, in particolare la fornitura di emergenza di migliaia di munizioni MK84 e MK82, sganciate su abitazioni e infrastrutture civili da aerei forniti dagli Stati Uniti, che utilizzavano carburante per aerei fornito dagli Stati Uniti.
Secondo il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, questa distruzione ha già creato circa 39 milioni di tonnellate di detriti contaminati da ordigni inesplosi, inquinanti ambientali e resti umani. Lo stesso rapporto nota che l’entità della distruzione è così vasta da essere “senza precedenti. Per ogni metro quadrato ci sono ora oltre 107 kg di detriti”. Secondo il Relatore Speciale delle Nazioni Unite per l’Edilizia Abitativa Adeguata, Balakrishnan Rajagopal: “Tutto ciò che rende l’edilizia abitativa ‘adeguata’ – accesso ai servizi, posti di lavoro, cultura, scuole, luoghi religiosi, università, ospedali – è stato raso al suolo”. Ha continuato dicendo che “la portata e l’intensità della distruzione a Gaza sono ‘di gran lunga peggiori’ che ad Aleppo, Mariupol o persino a Dresda e Rotterdam durante la seconda guerra mondiale”.
Dopo aver esaminato le informazioni disponibili, un gruppo di 40 scienziati internazionali della sanità pubblica ha concluso che “dobbiamo richiamare l’attenzione sulle conseguenze devastanti per la salute pubblica, e per le vite delle generazioni future, derivanti dall’azione militare israeliana e dal suo impatto sull’ambiente di Gaza”. Hanno rilevato danni estesi o distruzione di metà degli edifici di Gaza, del 60% delle abitazioni, la distruzione del 45% dei terreni agricoli, del 70% delle barche da pesca, l’uccisione o l’abbattimento prematuro del 60-70% del bestiame da carne e da latte e “una quantità incalcolabile di danni agli habitat animali e agli ecosistemi”. Oggi “molte apparecchiature solari giacciono in rovina tra le migliaia di edifici distrutti, insieme a materiali da costruzione polverizzati contenenti materiali pericolosi come l’amianto e altri detriti”. E, come ha notato l’UNEP, un’enorme quantità di munizioni inesplose e resti umani. […]

