Il caso Epstein, Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini ed Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick: ovvero, il cuore di tenebra dell’Occidente
È il 1996 quando viene segnalato per la prima volta all’FBI l’interesse di Jeffrey Epstein per la pornografia minorile, nonché i suoi comportamenti sessuali abusivi, da Maria Farmer, allora collaboratrice del finanziere per l’acquisto di opere d’arte. Segue un nulla di fatto.
Un decennio dopo, nel 2005, i genitori di una ragazza di quattordici anni presentano una denuncia alla polizia di Palm Beach, Florida, per molestie sessuali avvenute sulla figlia nella residenza di Epstein. Sulla scia di questo caso, anche altre ragazze minorenni si fanno avanti per denunciare abusi analoghi, occorsi nello stesso periodo. Eppure già nel 2006 la polizia chiude le indagini preliminari, con Epstein incriminato solo a livello statale e accuse decisamente ridimensionate – in particolare, per induzione alla prostituzione. Anche l’FBI, tuttavia, sta conducendo, a questo punto, un’indagine per accertare l’esistenza di altre vittime e complici, la quale si interrompe bruscamente nel 2008, quando viene raggiunto un controverso accordo di patteggiamento con il procuratore federale Alexander Acosta, per cui il finanziere è registrato come sex offender e condannato a diciotto mesi di prigione, scontati in gran parte con permessi di uscita. A tal proposito, un reportage della giornalista Vicky Ward pubblicato su The Daily Best nel 2019 parla dell’esistenza di una fonte anonima, secondo la quale Acosta avrebbe riferito ai membri della squadra di transizione alla Casa Bianca di Donald Trump che, tra il 2007 e il 2008, gli era stato detto di “lasciar perdere” Epstein, poiché “apparteneva all’intelligence” (1). Il procuratore ha sempre negato questa versione. Tuttavia, tra i milioni di file resi pubblici il 30 gennaio 2026, emerge il memorandum dell’FBI FD-1023 dell’ottobre 2020 (2), il quale, pur non costituendo una prova giudiziaria, darebbe ragione alla fonte di Vicky Ward. Qui si legge, infatti, che sarebbe stato l’avvocato di Epstein, Alan Dershowitz, a riferire ad Acosta il coinvolgimento dell’accusato con i servizi segreti, in particolare il Mossad, da cui lo stesso Dershowitz sarebbe stato contattato per un debriefing, dopo i colloqui telefonici intercorsi tra lui e il finanziere (3).
Giungiamo così al 2011, quando lo Stato di New York classifica Epstein come sex offender di livello massimo…
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