Syriana di Stephen Gaghan, ovvero come l’economia e il processo di formazione dei monopoli determinano politica, guerre e relazioni sociali
4 agosto 2026. Un drone esplosivo viene ritrovato accanto a un aereo cargo ucraino parcheggiato presso l’aeroporto di Lipsia/Halle, senza, tuttavia, che l’ordigno esploda a causa di un difetto del detonatore. Nel corso della stessa notte, un aereo merci della DHL entra in collisione nell’aria con un altro drone – anche questo inesploso – subendo danni leggeri e atterrando in sicurezza, senza ulteriori conseguenze, all’aeroporto di Hannover. Il 14 agosto gli investigatori ritrovano, poi, un terzo drone nell’area limitrofa all’aeroporto – più precisamente, un terreno a Kabelsketal a ridosso dello scalo occidentale – e il giorno successivo, nella stessa zona, 50 grammi di Hexogen, un potente esplosivo militare. Il primo settembre il cancelliere tedesco Friedrich Merz si ricorda improvvisamente dell’accaduto e accusa la Russia dell’attacco in via ufficiale – il che, se fosse vero, sarebbe gravissimo, poiché comporterebbe, in teoria, l’applicazione immediata dell’articolo 5 della NATO – accuse sempre rigettate dal Cremlino. Ciò non impedirà al partito di Merz, la Cdu, di subire una sonora batosta, con il 17,2% dei voti a fronte del 44% dell’AfD, alle elezioni statali in Sassonia-Anhalt – guarda caso, la stessa regione in cui si trova l’aeroporto di Lipsia/Halle – del 6 settembre 2026.
Ora, non ci sono prove per parlare con certezza di un’operazione di false flag in merito ai droni sopracitati, ma precedenti in tal senso ne esistono parecchi, basti pensare al sabotaggio dei gasdotti North Stream 1 e 2, inizialmente attribuito alla Russia, salvo poi scoprire che la responsabilità di tali azioni è stata, in realtà, dell’Ucraina. Per quanto riguarda il discorso relativo alle elezioni, inoltre, ricordiamo anche la più recente notizia, partita dal quotidiano spagnolo El Mundo e riportata su tutti i nostri organi di informazione mainstream, per cui la CIA avrebbe avvertito Italia, Spagna e Francia – ovvero quei Paesi che, si badi bene, andranno al voto nel corso del 2027 – della volontà di Mosca di condurre attacchi sul loro territorio dal Mediterraneo; senonché, approfondendo un attimo, viene fuori che la fonte (anonima) di tale notizia non sarebbe direttamente l’intelligence statunitense, bensì qualcuno vicino al Ministero della Difesa lituano (1) – uno dei governi più ‘volenterosi’ di alzare l’asticella del conflitto con la Russia – senza contare che, stando a quanto riportato dall’ANSA, l’alert “non sarebbe giunto ad alcun livello operativo, né [di] intelligence, né diplomatico, né militare” (2).
Insomma, l’impressione generale è quella di un’Unione europea e un quarto potere – ridotto ormai alla più becera propaganda – che continuano a gettare benzina sul fuoco…
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