The Who, Quadrophenia (1973) + Pink Floyd, Animals (1977)
Alla veneranda età in cui mi trovo, se dovessi affidarmi al calcolo delle probabilità dovrei dire che è molto difficile, se non impossibile, che io veda i pompieri accendere incendi anziché spegnerli. Io stesso, per buona sorte o non so che altro, non sono nato incendiario per morire pompiere: e qui la lista è talmente lunga che non val neanche la pena cominciarla. Piuttosto: l’immagine dei pompieri che accendono fuochi con i libri scovati nelle case dei cittadini e i resistenti che diventano loro stessi dei libri, mi perseguita da un pezzo a ondate successive: l’ultima è quella che riduce queste potenti immagini di Fahrenheit 451 a giochino d’opinione, tacendo del tutto sul retroterra letterario e politico: “Se un giorno dovessi diventare un libro, che libro sceglieresti di essere?”. Sia chiaro: non rispondo non perché non ho voglia di giocare, ma semplicemente perché non voglio far entrare nella mia testa la possibilità che questo evento luttuoso accada, nemmeno casualmente.
Credo invece sia molto più divertente e istruttivo scovare dei ponti, per quanto bizzarri, tra eventi accaduti a distanza di tempo che, da soli, si sono collegati come per magia. Vi avviso che il giochino viene meglio se avete una certa età oppure se avete una cultura piuttosto enciclopedica ed eclettica.
Per giocare occorrono tre segnalini o pedine, tutte e tre tratte da un libro per me fratello di Fahrenheit 451, ovvero il cupissimo e ahimè profetico 1984 di George Orwell. Come forse avrete intuito, le tre pedine sono: cani, maiali e pecore.
Cani
La loro proverbiale fedeltà, tante volte raccomandata come esempio sociale virtuoso, finisce per diventare la sua nemesi. La fedeltà al sistema implica non solo che non si metta in discussione l’architettura del sistema stesso, ma che se ne divenga parte organica e funzionale. Il sistema è come un tunnel; visto che non se ne può (non si deve e non si vuole) uscire, si arreda. I cani rappresentano gli arrampicatori sociali, i manager e i colletti bianchi, gli yes-man e i leccaculo aziendali. Sono spietati, cinici, competitivi e pronti a tradire pur di fare carriera: verso di loro è lecito pronunciare la fatidica frase “Se c’è un Dio vi punirà”. Al tempo stesso non è consigliabile farci troppo affidamento… anche se a tutti noi piacerebbe che il cane finisse per essere consumato dallo stesso sistema che serve, morendo vecchio, malato e solo. Nella vita di tutti i giorni è meglio non avere a che fare con un cane, a meno che non vogliate coscientemente sfidare la tentazione di diventarne dipendenti o, al contrario, esaltare al massimo la vostra disponibilità a diventarne dipendenti. Di pastori tedeschi, per esempio, ne abbiamo avuto uno sul gobbo per diversi anni e ha combinato degli sfracelli, visto che dal suo seggio in Roma ha combattuto a spada tratta contro quel principio che è veramente un grano salis nella vita di tutti i giorni, cioè la coscienza che tutto è relativo. Morale? Mai affidarsi a un pastore tedesco.
Se ne sono resi conto anche i quattro componenti storici del mio gruppo rock preferito, The Who. Siamo alla fine dell’estate del 1967…
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