Ragazze in uniforme, regia di Leontine Sagan, 1931

Un antico cine reperto 3000 anni avanti. Regia, fotografia, interpreti, recitazione, sceneggiatura, dialoghi, musiche, suoni (parliamo di uno dei primi prodotti dell’Epoca del Sonoro), giochi di luci e inquadrature innovative. Tutto parte di un unico grande effetto speciale. Ragazze in uniforme è un mega effetto speciale che attiva altri effetti speciali nascosti dentro di noi. Un’opera censurata, schifata, boicottata perché coraggiosissima (parliamo dei primissimi anni ‘30; Repubblica di Weimar, tanto pe’ capisse). Dal punto di vista tecnico e umano un film importante. Tutto ruota attorno alla platonica storia d’amore tra una ragazzetta e la sua insegnante, ambedue intrappolate in un rigido istituto prussianissimo. Una storia potente, mai banale, capace di comunicare e trasmettere tutta l’interiorità dei personaggi e il gelo di quel nazi contesto nel quale le due poracce sono malinconiche prigioniere. Un capo d’opera. E un capolavoro. Negli anni ‘50 girarono un remake, e a quanto pare ne faranno un altro proprio quest’anno. Non è ancora uscito; non l’ho visto; non posso parlare; però, me lo si conceda: non capisco che senso abbia rifare qualcosa di perfetto. C’avranno qualcosa di “innovativo” da aggiungergli? Mancava qualcosa? Direi proprio di no. Un film imprescindibile.
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